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EVENTI – Tavola rotonda promossa da Cimop. La strada delle riforme strutturali.

 - 17.10.2012 15:00

Si è svolta lo scorso 13 ottobre a Roma il 18° Congresso Nazionale Cimop, guidato dal Segretario Nazionale dott. Fausto Campanozzi. All’interno del Congresso, al mattino, è stata organizzata una tavola rotonda sul tema “Il rapporto pubblico-privato al tempo della spending review”, introdotta dal Segretario Nazionale Cimop, e animata dagli interventi dell’On. Gero Grassi, della Commissione Aff.Sociali della Camera, del dott. Riccardo Cassi, Presidente Nazionale Cimo-Asdm, dell’avv. Giovanni Costantino, dell’Aris, del dr. Enrico Mambretti, della Fondazione don Gnocchi, e del prof. Gabriele Pelissero, Presidente Nazionale Aiop.

Nel suo intervento il prof. Pelissero ha evidenziato che, ad oggi, a legislazione vigente, la spending review ha comportato una taglio al settore della sanità di 900 mln di euro nel 2012 e che, per effetto della legislazione precedente (L.111/2011 e L.135/2012) , nel 2013 il taglio sarà di 4,3 mld di euro. Ciò significa che nel prossimo anno la riduzione del finanziamento del settore sarà 5 volte quella cui assistiamo oggi, arrivando ad una cifra complessiva, nel 2014, di 8 mld di tagli.

Gli effetti, andando di questo passo, non ricadranno solo nell’ospedalità privata, ma anche negli ospedali pubblici, con conseguenze sul loro acquisto di beni e servizi. A metà 2013 è facile quindi prevedere un’esplosione nelle liste di attesa.

Oggi l’ospedalità privata eroga il 25% delle prestazioni a fronte di un costo del 15%, eppure continua ad essere il capro espiatorio delle manovre economiche. Nella regione Lombardia, con la sola prima tranche della spending review si avrebbero 1500 esuberi nel privato.

Tutto ciò significa – ha sottolineato ancora il prof. Pelissero – che occorre una inversione di tendenza nella legislazione nazionale. E la strada non può essere semplicisticamente individuata nell’abolizione delle modifiche del 2001 del Titolo V della Costituzione, perché il ritorno al centralismo dirigista non può essere l’unica soluzione possibile.

Occorre una riforma strutturale e non finanziaria del SSN, anche per far fronte ai suoi sprechi. L’Italia è un paese dove la sanità costa poco ma con una spesa pubblica complessiva molto alta.

A questo punto, ci sono due scenari possibili:

  1. ripristinare l’universalismo del SSN con una legislazione di riforme strutturali. Questa è la strada condivisa da Aiop e da questo punto di vista viene condivisa – ha affermato il prof. Pelissero – la manifestazione dei sindacati medici del prossimo 27 ottobre a Roma;

  2. avviare la sanità italiana verso un sistema duale, in cui una parte della popolazione esce dalla copertura sanitaria. Questo scenario quindi è quello di un sistema simile a quello Usa in cui Medicare dà un’assistenza di basso livello alla fascia debole della popolazione e gli altri sono coperti dall’assicurazione finanziata dai datori di lavoro. Solo che non ci sarà nessuna assicurazione disposta ad assicurare per meno di 2.200 euro – mentre oggi il costo sanitario di un cittadino è di circa 1.800 euro – e ciò significherà un aggravio insostenibile per tutte le aziende italiane.

La previsione dei due scenari rende necessario al più presto una scelta – ha concluso il Presidente Aiop - per non far sparire il SSN così come lo abbiamo conosciuto finora.