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APPROFONDIMENTI GIUSLAVORISTICI - Maturazione ferie L. 104/92

Sonia Gallozzi - 24.10.2012 15:30

In seguito all’entrata in vigore della disciplina dettata dal Decreto Legislativo 216/2003 "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro" si è da più parti prospettato che le decurtazioni di ferie e tredicesima mensilità, per effetto dell’incidenza negativa dei permessi ex art. 33 Legge n.104/1992, si porrebbe in contrasto rispetto alle garanzie previste dalla norma suddetta a tutela della parità di trattamento dei soggetti portatori di handicap. Non è stata tuttavia presa in considerazione la circostanza che né detto decreto, né provvedimenti successivi, abbiano proceduto con l’abrogazione dell’art. 43 comma 2 del DLgs n.151/01 che richiama, a sua volta , il V comma dell’art. 34 e che espressamente prevede che “i periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia”, disponendo dunque in maniera netta l’incidenza negativa dei permessi su ferie e tredicesima.

Con particolare riferimento poi alle ferie, segnaliamo come, con recentissima pronuncia, la Sezione Lavoro della Corte di Appello di Genova (sent. n.956/2011) abbia ritenuto che durante la fruizione dei cennati permessi – così come durante la fruizione dei congedi parentali – non vi è svolgimento di prestazione lavorativa, venendo pertanto meno l’esigenza di conteggiare, per il periodo di fruizione del permesso suddetto, la maturazione dei giorni di ferie, giacché queste ultime sono correlate all’esigenza di ristoro delle energie psicofisiche utilizzate nello svolgimento della prestazione lavorativa. La Corte ha ritenuto dunque che detta decurtazione non sia foriera di discriminazioni in danno del soggetto disabile, rilevando incidentalmente che attraverso l’istituto in esame l’ordinamento ha previsto una forma assistenziale a tutela del soggetto portatore di handicap, attribuendo maggiore disponibilità di tempo ai familiari del predetto, i quali appunto possono assentarsi dal lavoro per determinati periodi mantenendo il diritto alla retribuzione ed agli avanzamenti di carriera).

Pur tuttavia, sulla scia della normativa comunitaria e del già citato DLgs n.216/03, non è da escludere che il Legislatore in futuro possa disporre l’abrogazione dell’articolo normativo sopra richiamato, con conseguente applicazione nei confronti dei fruitori di detti permessi del trattamento più favorevole sotto il profilo delle ferie e della tredicesima.