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RAPPORTI INTERNAZIONALI - Notizie dall'Europa

Alberta Sciachi - 24.10.2012 15:31

La Direttiva sull’accesso alle prestazioni transfrontaliere è in fase di elaborazione applicativa, attraverso un contatto, tanto costante quanto riservato, tra Commissione Europea e Stati membri. I rappresentanti dell’UEHP, ricevuti da Andrezej Rys, Direttore della DG SANCO (Sanità e consumatori) della Commissione stessa, hanno avuto tuttavia occasione di chiarire con lui, in un incontro ufficiale, alcuni aspetti centrali della normativa, che entrerà obbligatoriamente in vigore il 13 ottobre 2013.

Si è discusso in particolare di centri di riferimento ed informazione ai pazienti, senza trascurare neppure il complesso tema dell’autorizzazione preventiva, richiesta per le cure ospedaliere o ad alto contenuto tecnologico. E’ stato comunicato al riguardo che alcuni Stati membri stanno già attivando i centri di riferimento europei previsti dalla Direttiva. Il tema, insieme con quello della creazione dei punti nazionali d’informazione ai pazienti sull’offerta disponibile a livello nazionale ed europeo, richiede di essere seguito con attenzione per ottenere equità di trattamento tra istituzioni sanitarie pubbliche e private. Per tale motivo l’UEHP si è offerta d’inviare informazioni relative al settore ospedaliero privato, nonché agli standard di qualità rilevabili al suo interno.

Per quanto concerne questo secondo tema, i responsabili politici dell’Unione sono impegnati, in primo luogo, a consolidare le norme sulla sicurezza dei pazienti nei sistemi sanitari nazionali, adottando obiettivi di miglioramento misurabili e lanciando una strategia europea per la lotta contro l’incidenza delle infezioni nosocomiali. In questo ambito, l’UEHP, attraverso il proprio Delegato Generale dr. Giordano, è inserito nell’influente organizzazione HEALT FIRST EUROPE ed ha collaborato alla presentazione di una posizione ufficiale, relativa appunto alla sicurezza, in cui si enunciano i criteri per il recepimento e l’ulteriore sviluppo dei principi contenuti nella Raccomandazione del Consiglio UE in materia appunto di sicurezza delle prestazioni.

Un altro settore, strettamente collegato con il fenomeno della mobilità dei cittadini e più particolarmente dei pazienti, europei, è quello delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), orientate alla promozione di un migliore accesso alle cure e di una maggiore personalizzazione delle stesse, anche nella prospettiva dell’invecchiamento della popolazione e dell’incremento delle cronicità.

L’applicazione dell’informatica al settore sanitario costituisce uno dei punti di maggiore attenzione nel contesto dell’Europa della sanità ed una questione di grande attualità presso le istituzioni comunitarie, ma anche del nostro Paese, come dimostra l’approvazione, il 18 ottobre scorso, del Decreto sull’agenda digitale. L’evoluzione a livello sovranazionale è quanto mai rapida, anche grazie agli orientamenti definiti dal nuovo Piano di azione eHealth 2012-2020, in cui si stabiliscono i principi politici e tecnologici da seguire negli Stati membri. Nello stesso ambito il progetto EPSOS è destinato a promuovere l’interoperabilità delle prescrizioni elettroniche e delle cartelle cliniche digitalizzate, temi che possono interessare direttamente anche le Case di cura private.

Per monitorare il processo in corso in sede europea, intervenendo anche in maniera incisiva al fine di tutelare gl’interessi dell’ospedalità privata, l’UEHP non solo ha formato una propria commissione interna, ma è divenuto membro ufficiale dell’eHealth Stakeholders Group, costituito dalla Commissione Europea. Al fine di rendere proattiva tale partecipazione è altresì in corso di elaborazione un posizione ufficiale della stessa UEHP, destinata a rappresentare il punto di vista, le preoccupazioni e le proposte degli operatori privati per l’attuazione dell’eHealth.