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RAPPORTI INTERNAZIONALI - La Presidenza irlandese dell’UE individua gli obiettivi prioritari per la sanità

Alberta Sciachì - 08.11.2012 15:38

La Presidenza del Consiglio dell’Unione, prevista già dal Trattato istitutivo della Comunità nel lontano 1957, è esercitata a turno da ciascuno degli Stati membri per un periodo di sei mesi e l’ordine di avvicendamento è stato stabilito fino al 2020.

L’incarico costituisce nello stesso tempo un privilegio ed un obbligo per ogni Paese, poiché i compiti istituzionali attribuiti a tale organismo, per assicurare il funzionamento armonioso del Consiglio, sono particolarmente impegnativi. In effetti, per l’esercizio di tale funzione si richiede: di agire come organo esecutivo, incaricandosi della programmazione, dell’organizzazione, e della presidenza delle riunioni, stabilendone altresì l’ordine del giorno; di svolgere un ruolo di mediazione per favorire il consenso tra tutti gli Stati membri al fine di sostenere sempre gl’interessi dell’Unione, trovando soluzioni di compromesso nel caso di eventuali crisi ; di rappresentare il Consiglio presso le altre istituzioni centrali, in particolare la Commissione ed il Parlamento europei, allo scopo di garantire la continuità e la coerenza della politica comunitaria; d’incoraggiare le iniziative volte a promuovere l’integrazione europea ed, infine, di rappresentare l’UE nelle conferenze internazionali e di concludere, a suo nome, accordi internazionali.

Per garantire la coesione e l’efficacia dei lavori, in vista del perseguimento degli obiettivi stabiliti, è stato deciso inoltre, fin dal 2007, di coordinare tre Presidenze consecutive (il cosiddetto “Trio di Presidenza”), coprendo un arco temporale di diciotto mesi, attraverso un programma concordato più ampio e coerente. Pur agendo nell’ambito del già citato Trio, ogni Presidenza può concentrarsi, tuttavia, sulle misure ritenute più importanti, che ne definiscono in qualche modo l’identità.

La Presidenza dell’Irlanda ha scelto come tema generale del proprio mandato “lavoro e crescita” e, nell’ambito specifico della sanità, “innovazione e ricerca”; ha definito quindi le priorità da perseguire in campo sanitario, manifestando significativamente la decisione di concentrare la propria agenda su obiettivi di carattere legislativo piuttosto che su temi a contenuto normativo “soft”, per non disperdere le risorse disponibili.

Per quanto riguarda in particolare i dossier più specificamente correlati alla tutela della salute pubblica, la Presidenza irlandese intende prendere in considerazione gli esami clinici, i dispositivi medici, le sostanze psicoattive, le malattie croniche, l’obesità infantile ecc.

Il processo di riflessione è, tuttavia, aperto a nuove questioni: la proposta di una Direttiva sulla trasparenza nella determinazione di costi e rimborsi dei farmaci, che sarà presumibilmente contrastata; la patient safety, esigenza che acquisisce un rilievo sempre più importante in previsione dell’applicazione ad ottobre 2013 della Direttiva sulla mobilità dei pazienti; l’impatto della crisi economica sui sistemi sanitari, tema centrale ed urgente nella considerazione anche di altri organismi internazionali, come l’OCSE, come conferma il fatto che alcune conclusioni del Consiglio in materia potrebbe essere rese pubbliche già entro giugno 2013.

Un ultimo tema di notevole interesse è il processo di riflessione in corso per l’analisi della sostenibilità dei sistemi sanitari, sviluppato attraverso cinque gruppi di lavoro, che coinvolgono molti Stati membri. Attualmente il focus del dibattito si concentra sul semestre europeo di coordinamento economico, al fine di verificare in che misura gli orientamenti specifici assunti in questo ambito dai singoli Paesi influiscano sui sistemi sanitari nazionali.