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RETE ASSOCIATIVA – Delibera Consiglio Regionale AIOP Campania del 23/11/2012

- Sergio Crispino - - 28.11.2012 15:20


SERGIO CRISPINO

In seguito alla pubblicazione dello schema di regolamento sugli standard ospedalieri e alla sollecitazione del Presidente Nazionale Aiop, il Presidente AIOP Campania, dr. Sergio Crispino, ha promosso un intenso dibattito interno che ha prodotto una importante lettera rivolta al Presidente Pelissero, che è quasi l’emblema della situazione dell’ospedalità privata nelle regioni soggette ai Piani di rientro ai tempi della spending review, che pubblichiamo integralmente.

Caro Presidente,

a seguito dei colloqui intercorsi relativi all’iter di disamina ed approvazione della bozza di decreto ministeriale in tema di requisiti ospedalieri, in data 23/11/2012 ho riunito il Consiglio Regionale AIOP che, dopo ampia e articolata discussione che ha riguardato il testo del decreto, la situazione attuale e programmata della rete ospedaliera campana nonché le proposte di modifica al testo del decreto comunicateci con Tue note del 20 e del 22 novembre, ha espresso la seguente motivata deliberazione:

Premesso

  • che la Regione Campania, fin dall’emanazione del DPR 14/1/1997 inerente i nuovi standard strutturali, tecnologici ed organizzativi delle strutture erogatrici di prestazioni sanitarie, ha adottato politiche estremamente restrittive e, addirittura, più stringenti rispetto agli stessi provvedimenti nazionali;

  • che infatti, con appositi atti deliberativi, leggi regionali e successivi decreti commissariali, la Regione Campania ha inteso recepire le norme nazionali definendo e regolamentando i requisiti per l’accreditamento definitivo istituzionale delle strutture pubbliche e private;

considerato

  • che nel tempo intercorso dalla emanazione dei suddetti provvedimenti regionali e fino ad oggi le Case di cura si sono dovute adeguare ai nuovi requisiti attenendosi scrupolosamente a tutte le norme, nazionali e regionali, con grande dispendio di risorse (soprattutto mutuate dal sistema creditizio) e superando tutti i controlli effettuati da parte delle commissioni ASL preposte;

  • che nell’ambito della regolamentazione regionale campana è previsto che le autorizzazioni sanitarie rilasciate ai sensi della nuova normativa possano essere emanate sulla base del fabbisogno regionale di posti letto;

  • che conseguentemente tutte le Case di cura associate hanno ottenuto, nel tempo, le nuove autorizzazioni all’esercizio nel rispetto degli standard territoriali di fabbisogno;

  • Che la Regione Campania con Decreto n. 49/2010 e con l’emanazione del Regolamento n° 1/2007 ha inteso già definire, nell’ambito della propria autonomia (titolo V Costituzione italiana), la rete ospedaliera di competenza rispettivamente delle strutture pubbliche e private accreditate sulla base degli standard previsti dalle normative vigenti;

  • Che le Case di Cura si sono assoggettate alle procedure di accreditamento in ossequio al citato Regolamento n.1/2007 che ne definisce numeri di P.L. e tipologia (quantità e qualità);

  • Che la Regione Campania ha rilasciato relativo benestare su dette procedure di accreditamento delle Case di Cura con l’emanazione del provvedimento del Commissario ad Acta n. 91/2012 (BURC del 13/08/2012) che riporta tutto l’elenco delle strutture private conformi a dette procedure;

  • che a tale procedura non sono state sottoposte le omologhe strutture ospedaliere pubbliche in ordine alle quali risulta, fra l’altro, che nessuna sia in possesso di idonea autorizzazione sanitaria all’esercizio ed inoltre che la gran parte di esse non risponde ad alcuno dei requisiti previsti dalle nuove norme in materia strutturale, organizzativa e tecnologica e pertanto risultano tutte, allo stato, non accreditabili;

  • che nonostante ciò la Regione Campania, nell’ambito del piano di rientro ed anche in linea con i recenti provvedimenti ministeriali, ha inteso effettuare la cennata programmazione della rete ospedaliera (Decreto Commissariale n° 49/2010) che prevede, a regime, l’esistenza di 3,3 posti letto per ogni 1.000 abitanti, in essi considerando tutte le Case di cura attualmente in provvisorio accreditamento, nonché gli ospedali pubblici esistenti e di prossima costruzione (ad es.: Ospedale del Mare - Napoli);

  • che nel corso degli anni, per effetto del mancato adeguamento tariffario, della decurtazione dei budget di struttura nonché dei mancati o enormemente ritardati pagamenti, unitamente al reiterato blocco dei pignoramenti, nel settore ospedaliero privato si è assistito ad un consistente numero di chiusure e fallimenti di aziende con relativa perdita di posti di lavoro (circa n° 1.000 unità) in una regione che registra l’indice di disoccupazione fra i più alti d’Europa;

  • che nonostante le suddette drammatiche condizioni socio-economiche sopportate dalle Case di cura nel corso dell’ultimo decennio, le stesse hanno continuato a svolgere un ruolo fondamentale nell’ambito dell’assistenza ospedaliera ai cittadini campani e di altre regioni, fornendo circa il 35% di tutte le prestazioni ospedaliere erogate nella regione e incidendo sulla spesa complessiva ospedaliera soltanto per il 18% , senza produrre alcuno sforamento di spesa;

  • che pertanto l’effetto della riduzione dei posti letto conseguente l’applicazione dell’attuale bozza di decreto del Ministero della Salute produrrebbe ricadute catastrofiche in termini di assistenza ai cittadini, incremento della disoccupazione e dei costi sociali per sostenerla nonché per l’economia generale della regione, venendo a mancare, con la chiusura di 25 aziende, sia la capacità di soddisfare il fabbisogno assistenziale (l’indice di posti letto per acuti crollerebbe fino a 2,8 x 1000 abitanti!), sia un fondamentale elemento di produzione di reddito/consumi per la perdita di circa 1500 unità lavorative, nonchè per la drastica diminuzione del volume di affari delle aziende dell’indotto;

  • che, di contro, il falso risparmio in termini di diminuzione di spesa per prestazioni erogate da Case di cura si tradurrebbe immediatamente in una sottrazione di risorse finanziarie per la Regione Campania che sconterebbe, da subito, un incremento esponenziale del saldo negativo della mobilità passiva extra-regionale ;

Tutto quanto sopra premesso e considerato

Il Consiglio Regionale AIOP della Campania, sentita anche una folta rappresentanza delle Case di cura associate, rappresenta la impossibilità di negoziazione del testo del decreto ministeriale laddove non venga preliminarmente rimosso il limite minimo di 80 posti letto per l’accreditamento delle Case di cura. A tale proposito si allega alla presente copia della comunicazione inviata al Presidente della Regione Campania, On. Stefano Caldoro, in calce alla quale viene indicato il testo dell’emendamento al punto 2.5 della bozza di decreto che - elemento imprescindibile per l’avvio di qualsiasi discussione - si ritiene di poter condividere.

In caso di diniego da parte del Ministero e successiva emanazione del suddetto decreto ed applicazione del limite per l’accreditamento allo stato in esso previsto, le Case di cura campane, con il supporto dell’Associazione regionale, si sono dichiarate pronte sia all’avvio di ogni procedura giudiziale per il risarcimento dei danni derivanti dalla chiusura di aziende perfettamente in regola con leggi e regolamentazioni regionali e nazionali vigenti in materia di autorizzazione e accreditamento, che alla denuncia, alle competenti Autorità, della assoluta illegittimità della prosecuzione dell’attività da parte delle strutture ospedaliere pubbliche prive di alcun titolo autorizzativo all’esercizio nonché di tutti i requisiti previsti per il rilascio dello stesso.

Resto in attesa di notizie sull’iter del decreto in oggetto, continuando a dichiararmi disponibile ad ogni collaborazione.

Allegata: Lettera al Governatore della Campania Caldoro