News

APPROFONDIMENTI GIUSLAVORISTICI – La nuova disciplina dei congedi parentali

Avv. Sonia Gallozzi - 08.01.2013 16:33

I congedi parentali, così come saranno applicati nel corso del 2013, sono disciplinati da tre normative di legge, quelli della Fornero (legge 92/2012) sulla Riforma del lavoro, che dal 1° gennaio 2013 estende ai padri l'obbligo di un giorno di riposo (più due facoltativi) per la nascita del figlio, da utilizzare entro i cinque mesi di vita di quest'ultimo; dal DL Sviluppo, che semplifica l'iter dei certificati medici per l'assenza del dipendente a causa della malattia del figlio; e dal Decreto legge “anti-infrazioni dell’Unione europea”, recepito dalla legge di stabilità 2013, che consentirà di fruire dei congedi parentali, quelli possibili fino agli otto anni di vita del bambino, anche a ore durante le giornate lavorative.

L. 92/2012 (Legge Fornero) – art. 4 commi 24-26

La Legge 92/12 introduce alcune modifiche al Testo Unico per la tutela della Maternità e Paternità (D.Lgs. 151/01) al fine di garantire maggior sostegno alla conciliazione fra tempi di lavoro e cura dei figli.

Le novità:

- il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima. In tale ultima ipotesi, per il periodo di due giorni goduto in sostituzione della madre è riconosciuta un'indennità giornaliera a carico dell'INPS pari al 100 per cento della retribuzione e per il restante giorno in aggiunta all'obbligo di astensione della madre e' riconosciuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione. Il padre lavoratore è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro almeno quindici giorni prima dei medesimi. Resta comunque da chiarire come potrà essere gestita la riduzione del congedo obbligatorio della madre in luogo dei permessi goduti dal padre, atteso che la legge non ha modificato le disposizioni di cui al D.Lgs. 151/01;

- è disciplinata la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità, per gli undici mesi successivi e in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da richiedere al datore di lavoro.

Tuttavia, occorre segnalare come le due citate misure allo stato siano solo “sulla carta”, posto che, entro un mese dall’entrata in vigore della legge 92, sarebbe dovuto intervenire – ma non è ancora intervenuto - un decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, che stabilisse i criteri di accesso e le modalità di utilizzo delle misure sperimentali sopra richiamate nonché il numero e l'importo dei voucher, tenuto anche conto dell'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza.

D.L. 179/2012  convertito in Legge 221/2012

Un'importante novità introdotta dal decreto sulla crescita è quella relativa ai certificati di malattia dei figli dei lavoratori pubblici e privati che chiedono giorni di permesso per assisterli qualora siano ammalati. Il decreto prevede che sia il medico (nella maggior parte dei casi il pediatra) ad inviare in forma telematica il certificato di malattia del bambino all'INPS, indicando anche il nominativo del genitore che usufruirà del permesso. Ma la norma sull'invio telematico di questo tipo di certificati non è ancora entrata in vigore, in quanto è necessario il parere del Garante per la Privacy e un ulteriore decreto ministeriale per disciplinare le modalità tecniche di trasmissione dei dati. Tutto ciò dovrebbe avvenire entro il 30 giugno 2013. Viceversa è già entrata in vigore la disposizione che impone di indicare nel certificato (per il momento ancora cartaceo) il nominativo del genitore che assisterà il figlio ammalato.

Legge Stabilità 2013 (24/12/2012, n.228)

L'altra modifica legislativa è quella operata dalla legge di stabilità, che ha recepito le modifiche disposte dal DL 216/2012 attuativo della direttiva 2010/18/ Ue, che, rivisitando l'articolo 32 del Dlgs 151/2001 in materia di congedo parentale, ha previsto la fruizione dei suddetti congedi anche a ore a partire dal 1° gennaio 2013, secondo le disposizioni che saranno adottate dai Ccnl, che dovranno individuare le modalità di fruizione e i criteri di calcolo della base oraria. Si tratta dei congedi che spettano a ciascun genitore lavoratore, nei primi otto anni di vita del bambino, fino a un periodo massimo di sei mesi di astensione (continuativo o frazionato). In ogni caso, l'astensione totale di entrambi i genitori non può eccedere i dieci mesi.

Inoltre è stato precisato che la comunicazione con cui il lavoratore è tenuto a preavvisare almeno 15 giorni prima il datore di lavoro sull'intenzione di fruire del periodo di congedo parentale deve contenere anche l'indicazione dell'inizio e della fine del periodo di congedo.