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APPROFONDIMENTI - e-Health: il fascicolo sanitario elettronico splende in Emilia Romagna

Enrico Andreoli, Giurista sanitario - 08.01.2013 16:38

Lo scorso 2 ottobre presso la Commissione Europea, sezione Salute e Tutela dei Consumatori, vero tempio delle decisioni e linee da seguire a livello continentale, si è svolto un punto sullo “stato dell’arte” sulla implementazione dell’E-Health, l’Agenda digitale per l’Europa, finalizzata ad “elettronizzare” la trafila burocratica e procedurale sanitaria. Termine: 2020.

Per l’Italia era presente la Regione Emilia-Romagna, ormai da decenni figlia “avanguardista”, con un occhio particolare al sociale, della materia sanitaria nazionale. A Bruxelles è stata presentata la Rete “Sole”, vale a dire il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) regionale, realizzato da Cup 2000, già operativo nella rete internet (con ramificazioni sperimentali anche in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino Alto Adige).

Facilmente scaricabile da una qualsiasi applicazione iTunes e Android il fascicolo diventa una autentica “My Page” del cittadino ed è questo l’aspetto più interessante della avanzata sperimentazione dell’esperienza emiliano-romagnola.

Ma che cosa c’è dentro il FSE?

L’elenco è presto fatto: lettere di dimissioni dell’ospedale, “patient summary”, refertazione, verbali di pronto soccorso, prescrizioni elettroniche, percorsi di patologie, etc. Tutti dati raccolti in automatico da strutture pubbliche e accreditate.

Più che le parole però nell’era digitale contano i dati.

3.117 medici di Medicina generale (99,4% dei medici di famiglia della Regione Emilia Romagna), 611 pediatri di libera scelta (99,4%), 8.060 medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri, un migliaio di medici di strutture accreditate.

Già 26 farmacie sono dentro il network, dal 2013 lo saranno tutte le 1.000 del territorio, insieme a 39 milioni di documenti sanitari con un progressivo inserimento delle prescrizioni farmaceutiche.

224 software di 17 Aziende sanitarie sono stati resi interoperabili con allegata partecipazione di 41 imprese italiane.

Un’opera di dematerializzazione mastodontica. Ma un lavoro che sarebbe stato reso impossibile senza il “consenso informato” (o “informatizzato”, giocando con le parole) all’attivazione del progetto di 3 milioni di cittadini, su 4,3 milioni.

Oggi già 30mila persone abitualmente usano la propria “Home Page” personale, dimostrando che i cittadini rappresentano il cuore del sistema.

Questo è il presente, ma qual è il prossimo step?

Il passaggio successivo sarà quello in cui il cittadino autonomamente inserisce le informazioni riferite alla propria salute e usufruisce di servizi on-line: prenotazione con il CupWeb (si rintraccia automaticamente l’impegnativa medica in formato digitale), il pagamento on-line del ticket, il cambio e la revoca del medico di famiglia.

Tutto questo concretizza il passaggio dal formato cartaceo a quello completamente dematerializzato, con l’obiettivo di “rimaterializzarsi” all’atto della cura medica.

Ciò rappresenta una trasformazione culturale e tecnologica dell’organizzazione sanitaria con lo scopo preciso di de-ospedalizzare e spostarsi sul territorio.

Ma anche un cambiamento sociale, proprio perché sembra inevitabile la futura integrazione tra la salute e il mondo dei social networks, un fenomeno, quest’ultimo, di parziale trasposizione dell’interazione umana che ormai avviene a livello mondiale.

In poche parole l’uomo oggi comunica soprattutto, ma non solo ovviamente in questo modo e di questo bisogna tenere conto.

Alla facile e potenziale obiezione, peraltro pleonastica, che contesta il rischio dell’alterabilità da parte del singolo paziente dei dati dallo stesso inseriti la risposta è lapidaria: con la propria salute non si scherza.

Tutto questo sotto l’egida di Madre Europa.

La Commissione Europea infatti stimola gli Stati membri alla calendarizzazione dell’E-network , la rete digitale sanitaria continentale, il cui prossimo dibattito avrà luogo nella capitale belga nel venturo mese di maggio).

«Se si vuole promuovere l’uso dell’e-health bisogna che il cittadino sia convinto e sicuro della protezione dei suoi dati» sostiene Jerome Boehm, Policy Officer del Direttorato Generale Health and Consumers della Commissione.

Alcuni Stati (la Danimarca per la My Page e la Svezia per le prescrizioni elettroniche) sono già avanti da anni, mentre altri (la Spagna ha messo in piedi un investimento di 161 milioni di euro sempre per la pagina internet sanitaria personale) un po’ più a rilento.

«L’esperienza emiliana si è rivelata al top anche a livello europeo» sostiene soddisfatto il Presidente di Cup 2000, Fosco Foglietta, accompagnato dall’augurante incipit del prof.Mauro Moruzzi, Direttore Generale sempre di Cup 2000, uno dei maggiori esperti italiani di E-health e di internet, il quale dichiara che tutto questo disegna «Un nuovo welfare di cui per ora si percepiscono soltanto i contorni».

Il “Sole” del Fascicolo sanitario elettronico, con un finanziamento di 48 milioni di euro in 10 anni, inizia ad irradiare timidamente e ottimisticamente la terra sotto il Po e non solo.

Una nuova alba per la salute italiana.