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APPROFONDIMENTI GIUSLAVORISTICI – Chiarimenti del Ministero del Lavoro relativi al decreto in ordine alle “partite IVA” dei lavoratori autonomi

di Sonia Gallozzi - 17.01.2013 11:27




[Il seguente parere è stato già trasmesso ai Soci AIOP con circ. n.22 dell’11 gennaio 2013]


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con decreto del 20 dicembre 2012 e con la circolare n.32/2012 diramata il 27 dicembre dalla Direzione Generale Attività Ispettiva, ha fornito importanti chiarimenti sulla nuova disposizione di cui all'art. 69 bis del DLgs n. 276/2003 (introdotto dalla c.d. legge Fornero) che prevede una "presunzione" circa l'esistenza di una collaborazione coordinata e continuativa a progetto in caso di impiego di lavoratori con partita IVA in "monocommittenza". Si rammenta sul punto che la riforma Fornero, all’art. 1 co. 26, ha stabilito che, qualora ricorrano due dei seguenti presupposti:

1. collaborazione con lo stesso datore di lavoro di durata superiore a otto mesi su dodici per due anni consecutivi;

2. collaborazione che fornisce più dell'80 per cento del reddito annuale;

3. postazione fissa presso la sede di lavoro,

il rapporto è da ritenersi automaticamente una collaborazione coordinata e continuativa a progetto.

La circolare individua analiticamente le condizioni per l'applicazione della disposizione, specificando:

a) i soggetti interessati;

b) la durata della collaborazione che non è più riferita all’anno solare, ma nella dizione “otto mesi annui per due anni consecutivi”, il periodo va inteso come anno civile (1° gennaio-31 dicembre);

c) la definizione di corrispettivo nel quale devono rientrare solo i proventi da prestazioni autonome, fatturati, questa volta nell’anno solare, a prescindere dall’effettivo incasso delle somme;

d) la postazione fissa di lavoro che non deve essere necessariamente di uso esclusivo del collaboratore.

Per quanto concerne poi le deroghe all’operatività della “presunzione”, la Circolare, tra l’altro, reitera che la “presunzione” di collaborazione coordinata e continuativa non opera qualora la prestazione:

- sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività;

- sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, quantificato, sempre dalla predetta circolare, in euro 18.662.,50 annui chiarisce che i predetti requisiti debbono realizzarsi entrambi in capo al collaboratore.

Di estrema rilevanza è l’interpretazione fornita dalla Circolare ministeriale circa la definizione di “competenze teoriche di grado elevato o capacità tecnico pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze”, a cui riconduce, come elemento comprovante, il possesso di un titolo di studio universitario, di qualifica o diploma ottenuto al termine di una qualsiasi tipologia di apprendistato, il possesso di un titolo rilasciato al termine del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione (sistema dei licei e formazione professionale) o anche lo svolgimento dell’attività autonoma in questione in via esclusiva o prevalente sotto il profilo reddituale da almeno dieci anni.

Naturalmente la circolare specifica che i certificati, i diplomi o i titoli devono essere pertinenti all’attività svolta dal collaboratore.

Alla Circolare si accompagna il Decreto Ministeriale del 20 dicembre 2012 con il quale sono individuati albi, ruoli, registri ed elenchi la cui appartenenza esonera dall’applicabilità della presunzione.

Nell’allegato 1 al su menzionato decreto, sono riportati, oltre agli ordini professionali, anche i Collegi, fra cui quello delle ostetriche, degli infermieri, dei vigilanti dell’infanzia e dei tecnici di radiologia. Non vengono invece menzionati i fisioterapisti per i quali tuttavia, alla stregua del capoverso di cui al cennato comma 26, in cui vengono esonerati dall’applicabilità della presunzione coloro che sono in possesso di competenze teoriche di grado elevato o capacità tecnico pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze oltre che di reddito lordo da lavoro autonomo normativamente quantificato in € 18.662,50, possono essere instaurati rapporti libero professionali in quanto possessori di diploma di laurea.

In ultimo, si evidenzia come la Circolare preveda una disciplina transitoria precisando che i controlli da parte dell’Ufficio ispettivo potranno avviarsi dal 18 luglio 2014, trascorsi cioè due anni dall’entrata in vigore della Riforma del lavoro. Ciò in quanto la stessa riforma nel modificare l’art. 69 bis del D.Lgs. 276/03 prevede un arco temporale di due anni per verificare la eventuale presenza di una prestazione di eccessiva prevalenza, resa cioè ad un solo committente in esclusiva o in larghissima parte.



Allegati:

- DM 20/12/2012

- Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.32 del 27/12/2012