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PRIMO PIANO - Pubblicato il nuovo tariffario nazionale per i ricoveri e la specialistica ambulatoriale

di Angelo Cassoni - 31.01.2013 12:17




Dopo la mancata condivisione con Società Scientifiche e Associazioni di categoria, l’indifferenza verso le numerose osservazioni delle Regioni e superato l’ultimo scoglio dell’esame della Corte dei Conti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.23 del 28/1/2013, suppl. n.8) il DM Salute 18 ottobre 2012. Il testo definitivo intitolato “Remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale” aggiorna dopo un colpevole ritardo il precedente tariffario del 2006, un ritardo che, visti i contenuti peraltro già chiari fin dalle prime bozze circolate la scorsa estate, avremmo volentieri continuato a tollerare.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, si tratta di una revisione tariffaria tra le più incomprensibili e penalizzanti studiate dal Ministero della salute, ovviamente sotto la spinta del MEF ed in completa sintonia con la logica “lineare”, poco universitaria e molto ragionieristica della spending review sanitaria.

Tariffe che mantengono formalmente un aggancio ai costi di produzione, ma solo per quanto riguarda la metodologia di attribuzione e le relazioni di valore tra i vari DRG, ma che sono modulate con passaggi successivi sull’entità del valore teorico del DRG base per arrivare facilmente al risultato del taglio programmato. Le prestazioni ospedaliere statisticamente più frequenti e non potenzialmente inappropriate (DRG LEA), quelle che sostengono il conto economico delle aziende e determinano la loro sopravvivenza economica, registrano decurtazioni che arrivano in qualche caso fino al 50%, per non parlare dei livelli improponibili e quasi mortificanti di molte prestazioni ambulatoriali.

Un provvedimento ad “invarianza presunta” dei servizi per i cittadini, invarianza che si ricerca in modo subdolo e penalizzante nei confronti del comparto accreditato, tagliando contestualmente budget (vedi la L. 135/12) e tariffe, dato per certo che con il consueto escamotage di deroghe ed aggiramenti delle norme, le strutture pubbliche continueranno ad essere sfiorate dai DRG al massimo per problemi di controllo di gestione e di misurazione di performance dei reparti.

Francamente non osiamo immaginare come molte Regioni, anche quelle che non hanno un feeling particolare con il mondo accreditato ma che riconoscono correttamente remunerazioni congrue sulle prestazioni ospedaliere e sulla specialistica, riusciranno a venire a capo del difficile compito di armonizzazione di importi così macroscopicamente distanti senza penalizzare ulteriormente i cittadini sul versante fiscale.

Dopo il famigerato regolamento sugli standard ospedalieri momentaneamente in standby, siamo di fronte all’ennesima mazzata sulla tenuta del SSN, sui bisogni dei cittadini che non possono scegliere se ammalarsi o no, e sui bilanci della parte più efficiente degli operatori della sanità, che non possono scegliere se farsi ripianare le perdite o chiudere l’attività.

Scarica: Tariffario Nazionale DM 18/10/2012