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RETE ASSOCIATIVA – Comunicato Stampa Presidente AIOP Piacenza

 - 07.02.2013 10:09

l Presidente dell’AIOP Piacenza, dr. Giampiero Melani interviene con un Comunicato stampa in merito alla proposta di legge avanzata dal Governo inserita nel decreto della spending review che prevede il taglio di quelle strutture ospedaliere private con meno di 60 posti letto.

IL COMUNICATO STAMPA

Sugli Organi di Comunicazione Locali in questi giorni è esploso il problema della Sanità e tutti i Media ne parlano con accenni più o meno allarmanti. Gli interventi degli Amministratori, dei Rappresentanti dei Lavoratori e dei personaggi pubblici sono stati quasi esclusivamente rivolti ad argomenti riguardanti le rivendicazioni l’autonomia, il campanilismo, il ripristino, le ripartizioni, le scissioni, il referendum. Tutto quanto discusso è giusto perché vanno difese le conquiste ottenute e la localizzazione del comando e della gestione, ma queste contestazioni e proposte si riducono ad essere una “lotta tra poveri”, mentre, a nostro parere, oggi purtroppo il problema  è molto più importante: deve essere la difesa della Qualità in sanità, ed in particolare la difesa della qualità sanitaria dell’Emilia Romagna e della Lombardia perché, a consuntivo, la scure della spending review ricadrà esclusivamente sull’erogazione delle prestazioni, di cui il cittadino ha necessità.

Da sempre viene riconosciuta l’eccellenza delle prestazioni sanitarie dell’Emilia Romagna e della Lombardia che, indipendentemente dal colore politico con cui sono gestite, sono da tutti gli economisti riconosciute come “regioni virtuose della sanità italiana”. Le uniche due con comportamenti virtuosi in Italia, con i conti in regola alle quali, con modalità diverse, potremmo aggiungerne altre, “le quasi virtuose”, come il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, la Liguria e la Toscana. Poi nessuna altra Regione potrebbe fare parte di questo elenco; tutte le altre hanno piani di rientro imposti, tanto che il Lazio è commissariato, senza parlare della Campania, della Calabria, della Sicilia e del resto. Alcune sono state chiamate dai media ”canaglia” perché nei loro bilanci sono presenti buchi che superano il miliardo di euro con forti sprechi e modelli organizzativi lasciati al caso.

L’attacco, a cui unitariamente debbono guardare tutte le forze locali: politiche, sociali, imprenditoriali pubbliche e private, viene dai palazzi del potere nazionale dove si è “annidato” un gruppo di tecnici burocrati che di fatto gestiscono il potere prendendo in “ostaggio”, di volta in volta,  il Ministro o l’amministratore di turno, sia che provenga dalla politica che dal ramo tecnico e, forti della loro presenza continua, nelle varie legislazioni, riescono a suggerire ed a far proporre, dagli amministratori di turno, le loro “linee guida” che hanno come fine la difesa dei privilegi della loro casta; privilegi ottenuti a tavolino con scatti automatici, non per meriti sul campo.

Non possiamo più accettare che questi gruppi, in un certo senso fuori dalla realtà pratica, abbiano la possibilità di diffondere ipotesi e bozze di eventuali provvedimenti, tagliando esclusivamente in modo lineare le vere e necessarie prestazioni sanitarie; dobbiamo ribellarci! In un paese civile è d’obbligo salvaguardare la salute perché da sempre la salute è la primaria aspirazione dell’uomo fin dal tempo degli sciamani e dei santoni.

I nostri burocrati si guardano bene dal suggerire al Ministro di turno, in questo momento di crisi profonda, che le risorse della sanità vanno sì razionalizzate ed anche economizzate, ma sempre salvaguardando, come precedenza  assoluta, la cura dell’ammalato. Va razionalizzata e tagliata parte della burocrazia (tassa occulta) negli eccessi e nei costosi adempimenti e non dobbiamo permettere a questi burocrati di proporre quelle bozze ed ipotesi che andrebbero a sopprimere in Emilia Romagna 2.543 Posti Letto ed in Lombardia 2.337 con la conseguente messa in mobilità di almeno 20.000 operatori sanitari; operazione che nel settore Privato non darebbe alcun risparmio perché, essendo questo gestito con un sistema  di budget e di tariffe, i tagli non produrrebbero alcuna economia di spesa, ma un aggravio e maggiori difficoltà per il cittadino. Siamo pienamente d’accordo che sprechi in sanità ve ne sono, anche nelle due regioni, ma non è quanto si prospetta la strada da seguire per individuarli ed intervenire.

Non si può imporre a tutti sacrifici ciechi e lineari, principalmente a coloro che da sempre hanno fatto della spending review la principale bandiera ed hanno comunque raggiunto un grado di qualità seguendo soluzioni economiche efficaci; ottimizzando l’essenziale e riuscendo ad essere, in molti casi, eccellenti come succede in Emilia Romagna ed in Lombardia, indifferentemente che i servizi siano erogati da strutture pubbliche o private accreditate. Le malattie e le patologie esistono ed è statisticamente dimostrato che i ricoveri all’anno in Italia oscillano, più o meno, sui 12 milioni, ed è obbligo costituzionale ed anche civile che l’ammalato vada curato (Corte Costituzionale n° 416 del 1996). Sono gli sprechi, le consulenze esterne, i contratti di consulenza concessi ad ex dipendenti per attività svolte da altri che portano ad una sorta di duplicazione di funzioni del tutto inutile, come pure “il non vedere”  e coprire le tangenti, che invece vanno combattute ed apertamente denunciate. Vanno individuati e soppressi i posti di lavoro fasulli creati con il clientelismo politico, le ruberie, i furti, il gonfiare o creare prestazioni; sono queste prassi ed abitudini che debbono sparire con i controlli ed i ridimensionamenti. Questo è quanto tutte le forze sane del sociale, dei sindacati, degli amministratori e dei politici debbono impegnarsi ad attuare a difesa del bene sanità e quindi del cittadino. Non parlare e sentenziare senza avere maturato la competenza che si ottiene solo stando in prima linea, e non formulare bozze ed ipotesi insensate; si deve agire correttamente non lasciando alcuna possibilità alla Casta, controllando sempre e pretendendo da coloro che non seguono questa via corretta.