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PRIMO PIANO – Elezioni politiche 2013: risposta dell’UDC

 - 14.02.2013 20:00


CLAUDIO GUSTAVINO



Sul n.23 di Informaiop dell’8 febbraio scorso avevamo pubblicizzato la lettera del Presidente Nazionale AIOP alle forze politiche in campo per le prossime elezioni politiche del 24-25 febbraio. La lettera conteneva alcune domande riguardanti il Servizio Sanitario Nazionale.

Pubblichiamo quindi la lettera di risposta pervenuta dal Senatore Claudio Gustavino, dell’ UDC (Unione di Centro), Membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanita').

Gentile Professore Pelissero,

desideriamo ringraziarla per l’iniziativa di AIOP, che certamente aiuta a un confronto utile dentro un tema di rilevanza ineludibile.

Il 19 dicembre 2012, al termine di un lavoro impegnativo, svolto lontano dalla campagna elettorale, l’UDC ha presentato il suo programma di riforma del SSN, che contiene molte delle risposte invocate dal vostro documento. Quel programma è consultabile sul sito del Partito. Volentieri comunque precisiamo il nostro pensiero riguardo ai punti che vi stanno particolarmente a cuore.

  1. Il modello di sanità pubblica è, sulla base dell’evidenza economico-organizzativa, di gran lunga il più sostenibile. L’intuizione originale della legge 833 va preservata, perché appare l’unica capace di affrontare le sfide sanitarie, che la demografia imporrà, secondo principi di tutela del diritto.

  1. Prima di affrontare il tema delle risorse, occorre pensare a una riforma istituzionale che ne impedisca l’utilizzo inappropriato: la frammentazione in 21 servizi sanitari regionali rende conto di una impossibilità del governo complessivo del sistema cui c’è assoluto bisogno. Noi proponiamo la riscrittura del Titolo V della Costituzione, riportando la potestà legislativa in materia sanitaria in capo allo Stato, lasciando alle Regioni l’autonomia organizzativa di un’unica norma nazionale. Non crediamo sia più sopportabile la disparità, che un rabberciato pseudofederalismo ha procurato, rendendo perfino inesigibile, in alcuni territori del Paese, lo stesso diritto alla salute.

  1. Non servono sempre politiche nuove, serve piuttosto rispettare le norme. Come per la scuola, anche per la sanità, gli erogatori privati riconosciuti e accreditati fanno parte del sistema pubblico a tutti gli effetti. Basta applicare la Costituzione, rispetto ai temi della libertà di scelta e della sussidiarietà.

  1. Certamente un sistema di controlli più trasparente è necessario per tutto il sistema. Anche in questo caso, riteniamo che un’eccessiva frammentazione non aiuti e occorrerebbe individuare, per taluni aspetti, un organismo, indipendente e prestigioso, di valenza nazionale.

  1. La spending review, più che un complesso di norme delle quali c’è stato comunque bisogno per recuperare anche credibilità in ambito europeo, deve divenire una modalità con cui si utilizzano correttamente e, quindi, eticamente, le risorse disponibili. La prossima legislatura dovrà impedire la riproposizione di tagli lineari, che sanciscono la inadeguatezza della politica a scegliere e, pertanto, a governare.

  1. La riduzione dei posti letto per acuti deve avvenire contestualmente con una maggiore capacità di risposta, da parte dell’organizzazione sanitaria non ospedaliera, a bisogni sanitari che acuti non sono. Immaginiamo che un ruolo più decisivo possa essere riconosciuto, in questo ambito, al privato accreditato.

  1. I dati riferiti alla capacità del segmento sanitario di aiutare l’economia del Paese sono incontestabili. Serve uno scatto di pensiero per collocare le politiche del settore dentro la cultura dell’investimento piuttosto che, sempre e solo, della spesa.

  1. Nel rispondere al punto 5 abbiamo già espresso il nostro giudizio sui tagli lineari. Ribadiamo tuttavia che utilizzare bene, senza spreco alcuno, le risorse disponibili, sia una forma di taglio non lineare e costituisca, per usare una terminologia corrente, un vero “piano di rientro”: da quella insana idea di usare la sanità pubblica come un luogo, dove esercitare la negazione della politica, fatta di clientelismi e scambi elettorali.

Confidiamo di avere risposto, anche se sommariamente, alle domande di chi ha a cuore il nostro SSN. Restiamo a disposizione per qualunque suggerimento e approfondimento vorrà fare.

Un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.