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APPROFONDIMENTI - Sicurezza: il ruolo dell’hospital risk manager nell’azienda ospedaliera

di Anna Guerrieri (*) - 21.02.2013 10:23


ANNA GUERRIERI



Al centro delle attuali politiche sanitarie emerge sempre più la necessità di adottare, da parte di tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, accreditate e non, opportune quanto ineludibili attività di risk management e clinical governance allo scopo di migliorare la qualità delle cure erogate e la sicurezza dei pazienti, nonché di incidere favorevolmente sui costi.

L’assunto, oltre che essere ritenuto requisito essenziale ai fini dell’eventuale accreditamento, si impone, di fatto, come propedeutico alla sopravvivenza del SSN stesso: l’imperativo, infatti, è ridurre gli sprechi per migliorare le prestazioni - misurandone il livello qualitativo e quantitativo e comparandone gli esiti tra le aziende erogatrici – ed imparare dagli errori commessi, tanto organizzativi quanto sanitari, affinché non si reiterino, coinvolgendo direttamente nel processo di ottimizzazione dei protocolli e delle procedure aziendali, non solo gli operatori interni, ma anche i pazienti, i loro familiari e la società civile.

La stessa legge di conversione del DL Balduzzi n. 158/2012 introduce l’articolo 3 bis specificatamente dedicato a questa tematica, proprio a volerne rimarcare la rilevanza nell’ambito della riforma della sanità in itinere, da completarsi con la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, alla sua seconda redazione ed al momento ancora al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

Decreto Balduzzi: DL 13/09/12 n. 158 convertito con L. 189 del 2012

Articolo 3 bis - Gestione e monitoraggio dei rischi sanitari

1. Al fine di ridurre i costi connessi al complesso dei rischi relativi alla propria attività, le aziende sanitarie, nell'ambito della loro organizzazione e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ne curano l'analisi, studiano e adottano le necessarie soluzioni per la gestione dei rischi medesimi, per la prevenzione del contenzioso e la riduzione degli oneri assicurativi.

Il Ministero della salute e le regioni monitorano, a livello nazionale e a livello regionale, i dati relativi al rischio clinico.

In tale contesto, la figura ed il ruolo dell’Hospital Risk Manager (HRM) risultano fondamentali all’interno dell’organigramma di un’azienda sanitaria, sia pubblica che privata.

In staff alla Direzione aziendale, questo professionista altamente specializzato, ha il compito di:

  • sviluppare le funzioni di gestione del rischio applicando la policy aziendale;

  • implementare le attività di identificazione, misurazione, monitoraggio, riduzione ed eventuale trasferimento, assicurativo o meno, dei rischi o di parte degli stessi;

  • promuovere la diffusione e condivisione della cultura del rischio in ogni articolazione organizzativa, eventualmente anche per gli adempimenti di cui al D.Lgs n. 81/2008 (Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro).

Hospital Risk Manager: una visione di sistema

La definizione generalista correla al sostantivo rischio la misura del pericolo insito in ogni azione ed attività umana, compresa, ovviamente, quella sanitaria, ovvero lo identifica con la condizione o l’evento potenziale, intrinseco o estrinseco ad un processo/azione, che può modificarne l’esito atteso; nel contesto specifico, il miglioramento delle condizioni di salute del paziente e/o la sua guarigione. Il rischio (R) si misura in termini di probabilità e di conseguenze come prodotto tra la probabilità che accada uno specifico evento (P) e la gravità del danno che ne consegue (D): R = P x D.

Il campo di osservazione dell’HRM è pertanto molto vasto e multidimensionale ed il livello di difficoltà operativa aumenta in modo esponenziale se rapportato alla complessità e multidisciplinarietà che caratterizza ogni struttura sanitaria.

La digressione sul significato di rischio è quindi funzionale a rimarcare come tutte le attività in capo all’HRM debbano essere caratterizzate da concretezza, a partire dall’individuazione di obbiettivi di miglioramento strategici per l’azienda chiari e circoscritti, all’avvio di azioni correttive definite, per arrivare all’identificazione di indicatori appropriati ed alla misurazione puntuale dei risultati ottenuti.

Seguendo il vettore tracciato, un fondamentale caposaldo di attività, è costituito dalla gestione e monitoraggio dei sinistri derivanti dall’attività aziendale, ossia delle richieste risarcitorie e dei contenziosi notificati alla struttura sanitaria per presunte responsabilità, sanitarie e/o non sanitarie, della stessa ovvero dei suoi operatori.

Alla luce di queste brevi considerazioni, risulta fondamentale per l’HRM:

  • definire una tassonomia e classificazione degli eventi avversi condivisa non solo in ogni articolazione aziendale, ma anche, per quanto in comune o correlato, con altri flussi informativi interni ad esempio l’incident reporting;

  • strutturare un semplice sistema informatico aziendale di raccolta dei dati, clinici ed economici;

  • provvedere alla mappatura della sinistrosità aziendale al fine di individuare l’indice di priorità del rischio e le sue punte massime;

  • pianificare e condurre audit interni e root cause analisis sui casi trattati e sulle evidenze emerse dall’analisi reattiva della sinistrosità aziendale svolta;

  • individuare gli obiettivi aziendali da raggiungere per la riduzione del rischio, nonché le azioni da compiere e gli indicatori da monitorare;

  • pianificare il timing operativo e misurare gli esiti.

I benefici attesi dall’espletamento di queste attività assumono un’importanza critica, sia per implementare il processo di costante miglioramento della qualità e sicurezza delle cure erogate ai pazienti, valorizzando l’errore per correggere comportamenti, azioni e protocolli, sia per l’ottimale amministrazione dell’azienda, in quanto consentono di:

  • Poter far riferimento su un set base di dati di riferimento, clinici ed economici, aggiornati e corretti, aggregati e non, da utilizzare sia al fine di un eventuale consapevole affidamento a terzi di parte del rischio (ad esempio Compagnia assicuratrice), sia per avviare una gestione diretta dei sinistri;

  • Ottimizzare la pianificazione del bilancio aziendale, potendo contare su una corretta resocontazione economica dei sinistri, quantificando le somme poste a riserva e gli importi liquidati per anno di competenza;

  • Ottimizzare la comunicazione ed i flussi informativi interni ed esterni, con risparmio di tempo e risorse;

  • Accrescere la qualità dei servizi resi ed il livello di soddisfazione sia dell’utenza che degli operatori interni;

  • Riequilibrare e/o ridurre i costi aziendali sostenuti per risarcire i terzi danneggiati, con la possibilità di reinvestire le eventuali plusvalenze in ulteriori progetti di ottimizzazione dei processi interni, ossia in corsi di formazione per gli operatori in tema di rischio clinico;

  • Ridurre i costi assicurativi.

Una concreta e personale esperienza in tal senso, è stata realizzata presso l’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche nel quadriennio 2008-2012, i cui esiti sono in via di pubblicazione sulle riviste di settore “Il Dermatologo Informer” e “Heart Failure Informer”.

L’utilizzo di un metodo di analisi reattiva sui sinistri fondato su evidenze oggettivamente misurabili e quindi comparabili anche tra Strutture Sanitarie, sia intraregionali che di Regioni diverse, ovviamente con caratteristiche assistenziali ed epidemiologiche territoriali omogenee, è uno strumento essenziale per la definizione del rating aziendale e per la comparazione degli esiti.

La presenza qualificata dell’HRM e la piena attivazione della funzione di risk management all’interno della struttura sanitaria possono essere esibite all’utente come attestazione sintetica dell’alta qualità delle prestazioni erogate e dell’attenzione massima rivolta dall’Azienda alla sicurezza dei propri pazienti, trasponendo nella realtà di tutti i giorni la filosofia dell’imparare dall’errore.

(*) d.ssa Anna Guerrieri

Hospital Risk Manager
Guerrierianna69@gmail.com
Tel. 333/39361621