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APPROFONDIMENTI GIURISDIZIONALI – Segnalazioni

di Sonia Gallozzi - 08.05.2013 13:32


Avv. Sonia Gallozzi



Lettera circolare 22.04.2013 n. 7258 del Ministero del Lavoro

Il Ministero del lavoro nel “vademecum” sulla Riforma Fornero riepiloga i propri orientamenti sugli istituti riformati dalla L. 92/12 (contratto a termine acausale, apprendistato, etc.) nonché i propri indirizzi anche in tema di solidarietà negli appalti.

Più in particolare, proprio con riferimento agli appalti, il Ministero segnala come nel corso dell'anno 2012 sulla materia si siano succeduti due interventi e, in particolare:

- il primo operato con l'articolo 21 del Dl n. 5/2012 (cd. "decreto semplificazioni"), che ha delimitato la solidarietà del committente, prevedendo che: - essa operi soltanto con riferimento al periodo di esecuzione dell'appalto; - comprenda anche le quote di trattamento di fine rapporto maturate nel predetto periodo; - non comprenda le sanzioni civili per omissione contributiva, di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento.

In sede di conversione del decreto è stata poi introdotta la possibilità per il committente di eccepire il beneficio di preventiva escussione, ossia il principio della contestuale contestazione a committente e appaltatore, consentendo però al committente di eccepire, in caso di condanna, il beneficio della prima escussione del patrimonio dell'appaltatore prima che si proceda con l'aggressione del patrimonio del committente;

- il secondo, introdotto dalla riforma Fornero, che ha imposto che i lavoratori e gli enti previdenziali dovranno convenire in giudizio per i crediti di propria competenza "il committente... unitamente all'appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori". Il beneficio dell'escussione a favore del committente è stato confermato ed esteso anche ai rapporti di quest'ultimo con i subappaltatori, da eccepirsi nella prima difesa, e quindi nella memoria difensiva di costituzione. E’ inoltre prevista la possibilità per il committente di richiedere la restituzione di quanto pagato attraverso l'azione di regresso.

Nel vademecum viene inoltre ribadita la possibilità per la contrattazione collettiva di dettare disposizioni tese a eliminare la responsabilità solidale, specificando che ciò vale solo per i trattamenti retributivi e non, invece, per le obbligazioni previdenziali ed assicurative, trattandosi di debiti di natura pubblicistica. Inoltre, il Ministero specifica che detto regime non solo nei confronti dei lavoratori subordinati ma anche dei lavoratori autonomi, coinvolti nell'esecuzione di un appalto.

Si segnalano altresì importanti recenti pronunce:

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile Sentenza 13 marzo 2013, n. 6346

L’esternalizzazione di un servizio giustifica il licenziamento del lavoratore nel caso in cui sia dimostrato l'impossibilità di repechage dello stesso.

La Cassazione, esaminando il caso di una società che, decidendo di affidare ad esteri il servizio di infermeria per le visite preassuntive e di controllo dei dipendenti e sopprimendo il posto che fino ad allora era affidato ad una infermiera, si è vista costretta a licenziare quest'ultima, ha deciso per la conferma del licenziamento in quanto operato sulla base di ragioni inquadrabili nell'ambito dell'organizzazione del lavoro e, pertanto, previste dall'art. 3 della L. 604/1966.

Sul repechage della lavoratrice, gli ermellini chiariscono che la donna non aveva ben indicato la posizione in cui poteva essere reimpiegata.

La Cassazione ha dunque respinto il ricorso in quanto vi era stata, in forza di un genuino appalto di detto servizio, la soppressione del posto di lavoro della ricorrente e la dimostrata impossibilità per l’azienda di una sua ricollocazione interna.

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile Sentenza 8 marzo 2013, n. 5820

La valutazione dell'attività lavorativa svolta dal dipendente nei periodi di assenza dal lavoro per malattia deve essere effettuata ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte dal medesimo lavoratore onde accertare se la stessa possa pregiudicare o ritardare la sua guarigione, in modo da potersi escludere ogni una eventuale simulazione dello stato patologico.

Pertanto, il dipendente potrà essere licenziato ove l'attività esterna sia di per sé sufficiente a far presumere la fraudolenta simulazione della malattia, ma anche nell'ipotesi in cui la medesima attività, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa realmente pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio in violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà.