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APPROFONDIMENTI - Legge di stabilità 2013: “puzzle” sanitario in composizione (Analisi retrospettica)

di Enrico M. Andreoli, Giurista sanitario - 14.05.2013 12:27


Enrico M. Andreoli, Giurista sanitario



Stabilitas necessitanda est.

Con questo brocardo di auspicio mutuato dall’Antica Roma si potrebbe sdoganare il varo definitivo di Montecitorio della Legge 24 dicembre 2012 n. 228 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012), il provvedimento concernente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015, la c.d. “Legge di Stabilità” (ex Finanziaria).

Occorre preliminarmente appuntare, prima di procedere all’analisi delle disposizioni di interesse sanitario, che molti interventi vanno ad integrare e a modificare quelli contenuti nella Spending Review dello scorso agosto e nella Legge Balduzzi di novembre.

La panoramica è un “puzzle” corposo da ricomporre con attenzione.

In primis in tema di razionalizzazione delle risorse in ambito sanitario e nello specifico di riduzione degli acquisti di beni e servizi gli importi e le connesse prestazioni dei contratti di appalto vengono ridotti del 10% (non più del 5% come nella Spending Review), sempre con esclusione degli acquisti dei farmaci.

Viene aggiunta la possibilità per le Regioni e le Province autonome di adottare delle «misure alternative», assicurando sempre l’equilibrio del bilancio sanitario per salvaguardare i LEA «con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale».

Viene modificato il tetto di spesa per l’acquisto di dispositivi medici.

Ora il valore è del 4,8% per il 2013 e del 4,4% per il 2014 (non più, rispettivamente, del 4,9% e del 4,8%). Si punta, pertanto, in entrambi i casi ad un aumento deciso delle percentuali di riduzione del costo.

Successivamente si prevede la fissazione della riduzione del livello del fabbisogno del Servizio Sanitario Nazionale e del correlato finanziamento a 600 milioni di euro per il 2013 e di 1000 milioni di euro per il 2014.

Discorso a parte per le Regioni a Statuto speciale (con esclusione della Sicilia) e le Province autonome. Esse assicurano il “concorso” secondo la procedura ex art. 27 legge 5 maggio 2009 n. 42 (“Coordinamento della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome”).

Fino all’emanazione delle norme attuative del citato articolo «l’importo del concorso alla manovra è annualmente accantonato». Sempre in tema di razionalizzazione all’art. 17, comma 1 lettera a della legge 15 luglio 2011 n. 111 (“(…) Determinazione annuale di costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte dell'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi(…) il citato Osservatorio, attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, fornisce alle Regioni un'elaborazione dei prezzi di riferimento, ivi compresi quelli eventualmente previsti dalle convenzioni Consip, alle condizioni di maggiore efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio Sanitario Nazionale”) si prevede adesso anche la pubblicazione sul sito web dell’Osservatorio dei prezzi unitari versati dalle Asl locali per l’acquisto di beni e servizi.

Con finalità di promozione per la sicurezza curativa e per le pratiche di monitoraggio e controllo dei contenziosi in tema di responsabilità professionale, gli enti regionali e le Province autonome hanno la facoltà di istituzione «nell’ambito delle risorse umane disponibili a legislazione vigente» di funzioni gestorie di c.d. risk management all’interno delle strutture sanitarie, ricomprensive di competenze di medicina legale, medicina del lavoro, ingegneria clinica e farmacia, in linea con la Raccomandazione n. 9/2009 del Ministero della Salute, avente ad oggetto la «Prevenzione degli eventi avversi conseguenti al malfunzionamento dei dispositivi medici ed apparecchiature elettromedicali».

Per quel che concerne le nuove attribuzioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco, il medesimo organo è autorizzato alla conclusione dei concorsi previsti dall’articolo 10, comma 5 bis della legge 24 febbraio 2012 n.95.

Rimangono operanti le misure di contenimento della spesa ulteriori rispetto alle disposizioni vigenti in materia di finanza pubblica con il vincolo del rispetto dei risparmi previsti a legislazione corrente.

Il collegio dei revisori provvede alla verifica preventiva delle misure in modo da verificare che le stesse siano idonee a garantire «i medesimi effetti di contenimento della spesa» con attestazione dell’adempimento nella relazione al conto consuntivo.

L’AIFA ha la facoltà, in materia occupazionale, di assumere i vincitori del concorso con contratto a tempo indeterminato in soprannumero fino al riassorbimento della quota eccedente la pianta organica dell’Agenzia.

Gli oneri economici che derivano dall’applicazione della disposizione in oggetto sono posti interamente a carico dell’Agenzia «senza alcun impatto sul bilancio dello Stato».

Per quel che concerne la riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione a partire dal 1° gennaio 2014 le operazioni di acquisto di immobili da parte degli enti del SSN sono possibili solo ove vi sia una «documentata indispensabilità e indilazionabilità».

Rimane per l’integralità dell’anno in corso il divieto per i suddetti enti di acquistare a titolo oneroso e di stipulare contratti di locazione passiva, salvo il rinnovo di contratti, ovvero «la locazione sia stipulata per acquisire, a condizioni più vantaggiose, la disponibilità di locali in sostituzione di immobili dimessi ovvero per continuare ad avere la disponibilità di immobili venduti».

In tema di prestazioni di assistenza territoriale è prevista la revisione delle tariffe massime ex art. 81 Cost. con autorizzazione della spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2013 e 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.

Questo al fine di consentire alle imprese del settore di poter provvedere agli investimenti necessari finalizzati ad addivenire ad un ulteriore step integrativo dei medesimi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Introduzioni anche per quel che concerne il sostegno della maternità e paternità per il pubblico impiego.

Ora le modalità di fruizione del congedo vengono determinate dalla contrattazione collettiva.

Alla medesima stregua i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Il termine di preavviso non deve essere inferiore a quindici giorni e vi deve essere l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo.

Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro concordano «adeguate misure di ripresa dell’attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva».

Con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze si provvede alla fissazione delle modalità attuative per una verifica straordinaria nei confronti del personale sanitario idoneo ex D.lgs 9 aprile 2008 n. 81 e del personale riconosciuto non idoneo.

Contemporaneamente con il medesimo strumento legislativo le aziende riallocano il personale eventualmente dichiarato idoneo a svolgere la propria mansione specifica in seguito alla sopraccitata verifica. Con priorità alla rassegnazione nell’ambito dell’assistenza territoriale.

I trattamenti di fine servizio sono da restituire.

Difatti in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 223/2012 il Tfs (alias “indennità premio di servizio”) viene riliquidato d’ufficio senza recuperare a carico del dipendente le eventuali somme già erogate precedentemente.

Gli oneri in discorso vengono valutati in 7 milioni di euro per l’anno 2013, 13 milioni di euro per l’anno 2014 e 20 milioni di euro per il 2015.

Le medesime P.A. non possono procedere all’acquisto di autovetture né alla stipulazione di contratti di locazione finanziaria inerenti.

Le disposizioni sin qui previste non si applicano per «i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza».

La disamina approfondita dei contenuti normativi sovracitati mira alla ricomposizione (o almeno al tentativo) del “puzzle” che interessa il mondo sanitario per l’anno corrente e le previsioni di spesa per gli anni successivi, i cui pezzi sono costellati un po’ di qua e un po’ di là tra gli innumerevoli articoli del corposo testo “stabilizzatore-finanziario”.

Il rompicapo dell’Italian Health Care System inizia a consolidarsi.