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APPROFONDIMENTI GIURIDICI – Agenda Digitale: gli scadenzari della sanità elettronica sono puntati

di Enrico M. Andreoli - 22.05.2013 12:36


Enrico M. Andreoli, Giurista sanitario



Un termine che apparentemente può denotare un evidente ossimoro, ma che in realtà palesa quello che sta accadendo in questo momento nella sanità italiana: è iniziata l’era della “digitalizzazione”, contenuta nel Decreto Sviluppo (definito anche Crescita 2.0) dello scorso mese di dicembre.

Sfogliamo attentamente le pagine e i contenuti innovativi del “calendario” elettronico:

  • Cartella clinica elettronica

Dal 1° gennaio 2013 è prevista la possibilità per le strutture sanitarie (sia pubbliche che private accreditate) di conservarla anche “esclusivamente” in modalità digitale.

Uno step successivo rispetto al “doppio binario” precedente.

  • Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)

«Insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riferibili all’assistito».

Questa è la definizione data dal Decreto al FSE, il quale deve essere attivato dalle Regioni e oggetto di una activity di tipo continuativo da parte del personale medico, anche espressa, richiesta dal cittadino interessato. I dati inseriti nel Fascicolo oltre ai fisiologici scopi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione possono venire estrapolati anche per finalità di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico. Vengono altresì costituiti sistemi di sorveglianza e registri di mortalità, sempre con intento preventivo, diagnostico, curativo e di programmazione sanitaria.

  • Prescrizione medica digitale

É contemplato uno “scadenzario” per il graduale replacement delle ricette cartacee, programmato nella percentuale del 60% per l’anno 2013, l’80% per l’anno 2014 e il 90% per l’anno 2015.

L’obiettivo prestabilito è quello di giungere ad un risparmio complessivo di circa 1 miliardo di euro. Un traguardo non poco considerevole.

Attualmente il fenomeno sta riguardando progressivamente le realtà regionali, ma con la “spendibilità” delle prescrizioni a tutto il territorio nazionale.

É inoltre prevista l’integrazione del sistema di controllo e tracciabilità dei farmaci, basato sulle c.d. “fustelle cartacee” con sistemi di tipo informativo.

  • Documento digitale unificato.

Viene autorizzata la spesa (60 milioni per il 2013 e 82 milioni per il 2014) per l’accorpamento e il successivo rilascio di un unico tesserino (o “card”), trait d’union della tessera sanitaria e della carta d’identità. La previsione governativa consente la copertura finanziaria per garantire la cessione gratuita.

  • Moneta elettronica.

Dal 1° gennaio 2014 è sancito l’obbligo del pagamento elettronico per le amministrazioni e le imprese pubbliche eroganti servizi pubblici senza tenere in considerazione l’importo della singola transazione.

Il che si traduce conseguentemente anche per le Asl nel dovere di accettazione dei pagamenti suddetti.

  • Referto digitale.

Novità epocale per la consegna del referto medico.

Posta elettronica, chiavetta USB, DVD, ricerca sul sito della struttura e “trascrizione” sul fascicolo sanitario elettronico.

In sintesi: la consegna in via telematica.

Inizialmente la dematerializzazione riguarderà le prestazioni di laboratorio, di microbiologia e di radiologia, con successiva estensione a tutte le tipologie di indagine clinica.

La scelta però rimane sempre in capo al paziente, il quale può richiedere sempre l’invio in modalità cartacea.

L’interessato deve preventivamente rilasciare il proprio consenso all’utilizzo della refertazione on-line e indicare eventualmente la farmacia presso cui ritirarlo. Certificazione dell’esito sotto il monitoraggio del cittadino.

Le strutture procederanno all’accertamento del grado di soddisfazione dell’utente, il cui percorso dovrà prevedere degli strumenti ossequienti le «Linee guida in tema di trattamento di dati per lo svolgimento di indagini di customer satisfaction in ambito sanitario» del Garante della privacy.

Il servizio web prevedrà il pagamento on-line delle prestazioni erogate. Onere per la Asl e gli ospedali è rappresentato dall’adozione di procedure di carattere telematico per la verifica delle esenzioni per patologia o per reddito.

Come “preambolato” le modalità di consegna sono molteplici.

  • Web.

É sufficiente collegarsi al sito internet dell’azienda sanitaria per la visualizzazione del referto ed il successivo download.

  • Posta elettronica.

Il referto può essere spedito in forma di allegato ad un messaggio e non come testo compreso nel corpo del messaggio.

Il referto deve essere protetto con metodiche di cifratura con accessibilità mediante password per l’apertura del file che viene consegnato separatamente all’interessato. Le cautele di cui sopra sono a carico della struttura interessata.

  • Supporto elettronico.

Il servizio contempla anche la possibilità di ricezione del referto su memoria USB, DVD e Cd.

Nel caso in cui il supporto venga utilizzato per la consegna in un momento diverso, il medesimo deve essere protetto da credenziali ad hoc di sicurezza (es: username e password) consegnate all’interessato o in busta chiusa ad un suo delegato.

In ultima analisi devono essere individuati sistemi idonei di identificazione dell’interessato, come la carta d’identità elettronica, la carta nazionale dei servizi, e altri strumenti che permettano l’individuazione del soggetto che richiede il servizio. Sono necessari altresì dei protocolli di comunicazione sicuri, basati su standard crittografici per la comunicazione elettronica dei dati con la certificazione digitale dell’identità dei sistemi che erogano il servizio in rete (Protocolli “https” e “ssl”, Secure Socket Layer).

Gli “scadenzari” della storica ed epocale Agenda Digitale iniziano ad essere posti.

Adesso bisogna fare in modo che il segnalibro sanitario proceda con cautela in questa nuova frontiera, giacché il provider sanitario (pubblico e privato) giammai deve dimenticare che una eccessiva e subitanea dematerializzazione dell’iter di cura non deve tramutarsi in toto in una “digitalizzazione” del rapporto “umano” medico-paziente.

Sicuramente i vantaggi di celerità e di risparmio per la burocrazia della salute sono realisticamente affascinanti, ma la velocità e la comodità tecnologica di oggi può indurre anche inconsciamente (e il rischio esiste) a liquidare “sbrigativamente” il rapporto con il curando.

E questo nel mondo sanitario (pianeta di “persone reali”) non deve accadere.

Ma lo snellimento delle procedure e la accessibilità alle proprie informazioni sanitarie sono necessarie, perché la società che cambia lo richiede.

Adesso è tempo di rispettare pedissequamente gli “appuntamenti” imposti dal nuovo Libro Elettronico della salute italiana.