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RAPPORTI INTERNAZIONALI - Austerità? Un termine che non piace al Commissario europeo per la sanità, Borg

di Alberta Sciachi - 28.05.2013 16:02




Health First Europe (HFE), una delle maggiori formazioni europee, rappresentativa del mondo sanitario in tutte le sue componenti, ha organizzato di recente al Parlamento Europeo un incontro con il Commissario alla sanità, Borg, per discutere gli sviluppi più recenti in questo settore, alla presenza di alcuni europarlamentari inglesi e di numerosi stakeholder, tra i quali l’UEHP, da tempo membro del Direttivo dell’associazione attraverso il proprio Delegato generale, Paolo Giordano.

Il dibattito è stato introdotto dal Presidente di HFE, già Commissario alla sanità, David Byrne, il quale ha sottolineato l’impegno necessario nella ricerca di un equilibrio tra sicurezza del paziente ed accesso alle innovazioni mediche, per migliorare la tutela della salute dei cittadini europei.

Entrando nel merito di queste due fondamentali tematiche, Byrne ha criticato il fatto che in Europa circolino più informazioni sulle spiagge che non sugli standard di sicurezza ospedalieri. Ha quindi sottolineato l’esigenza di un’informazione più corretta, diffusa e trasparente sui servizi sanitari, ritenendola uno dei fattori di maggiore importanza nel contesto della Direttiva sull’accesso alle prestazioni transfrontaliere, di prossima applicazione in tutti gli Stati membri.

Il secondo fattore di grande rilievo, evidenziato da Byrne, è stato appunto l’innovazione, che a suo avviso, comporta un impatto positivo sul miglioramento dello stato di salute della popolazione, poiché solo attraverso il suo sviluppo e la sua effettiva diffusione è possibile affrontare le nuove sfide sanitarie.

“Il link tra tecnologia e sanità- ha concluso - offre un enorme potenziale ai pazienti ed a tutta Unione europea”.

La relazione introduttiva è stata poi tenuta dall’attuale Commissario Borg, che si è ricollegato al tema dell’accesso alle tecnologie ed ai farmaci innovativi per sostenere che l’innovazione non solo consente di affrontare con successo le sfide imposte dai mutamenti demografici nell’UE, ma costituisce un driver fondamentale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

A questo riguardo ha ribadito la necessità di considerare la sanità non solo un valore in sé (come sancito dai Trattati europei), ma anche una grande opportunità di sviluppo.

In tale prospettiva l’innovazione consente di divenire efficienti anche sotto il profilo della spesa sanitaria, ottenendo perfino risparmi, come si evidenzia nell’applicazione e crescente diffusione dell’informatica sanitaria.

Quest’ultima costituisce, secondo Borg, un settore molto promettente ed un’importante area di cooperazione tra gli Stati membri, al fine di garantire l’interoperabilità dei sistemi informatici e di produrre linee guida comuni sulla cartella clinica digitalizzata.

A riguardo la Commissione europea ha istituito un network permanente di autorità nazionali, chiamate a collaborare anche in materia di infezioni nosocomiali, formazione del personale sanitario ed informazione ai pazienti.

In tale ottica generale, il Commissario Borg ha infine analizzato come il concetto e la prassi dell’ “austerity” influenzino il modo di affrontare le questioni relative all’assistenza sanitaria, affermando di non approvare l’inflazione nell’uso di questo termine, perché - ha dichiarato - “se noi parliamo sempre e solo di austerity, diventerà una profezia negativa destinata ad avverarsi”… una specie di autogoal!