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APPROFONDIMENTI GIUSLAVORISTICI – Licenziamento con tutela indennitaria

di Sonia Gallozzi - 28.05.2013 16:39

Si segnala ordinanza del 18 marzo 2013 del Tribunale di Voghera – Sez. Lavoro, in persona del G.U dott. Dossi, con cui, per la prima volta, in un caso di licenziamento disciplinare in cui il fatto giuridico alla base del licenziamento era effettivamente esistente e non riconducibile la condotta tenuta dal lavoratore alle sanzioni conservative di cui al contratto collettivo applicato, viene riconosciuta la tutela meramente indennitaria di 12 mensilità e non la reintegra.

Il Tribunale ha infatti espressamente sancito che:

I fatti contestati non possono ritenersi insussistenti, avendo al contrario trovato riscontro, quanto al loro nucleo essenziale e determinante, nelle risultanze dell'istruttoria sommaria, tuttavia non si tratta di fatti per i quali la contrattazione collettiva prevede l'applicazione di sanzioni conservative, non essendo le condotte riconducibili a nessuna delle fattispecie di illecito tipizzate nel Ccnl applicato. Ciò esclude che possa trovare applicazione l'art. 18, comma 4, legge 20 maggio 1970, n. 300 nel testo risultante a seguito delle modifiche introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92.

Trova invece applicazione il comma 5 di tale articolo, venendo in rilievo una delle "altre ipotesi" di insussistenza della giusta causa addotta dal datore di lavoro, costituita dal non essere le mancanze addebitate di gravità tale da giustificare il recesso; ai sensi di tale norma deve essere accertato l'effetto risolutivo del rapporto di lavoro a decorrere dalla data di licenziamento, con condanna alla corresponsione di un'indennità risarcitoria omnicomprensiva, da determinarsi secondo i parametri fissati dalla norma stessa”.