News

RAPPORTI INTERNAZIONALI - La spesa sanitaria e la riforma dei sistemi nazionali sotto esame a Bruxelles - La Direzione Sanità della Commissione incontra l’UEHP nella Sede europea di Confindustria

di Alberta Sciachì - 12.06.2013 17:01

[CLICK SULLE FOTO PER INGRANDIRE]






Nel mese di maggio si è svolto un importante incontro del Comitato Direttivo UEHP con il Direttore della DG Sanità e Consumatori della Commissione europea, Testori Coggi, e con il Responsabile per le riforme dei sistemi sanitari nazionali, Chaze. Il luogo stesso della riunione, la sede europea di Confindustria, è in certo modo indicativo perché, se è importante essere ricevuti dai vertici della Commissione, il fatto che i rappresentanti apicali della stessa accettino l’invito a riunirsi in altra sede rappresenta un segno di considerazione, rendendo altresì possibile un incontro meno formale e più aperto al confronto.

Abbiamo già riferito (n° 33 d’inform@iop) in merito alla pubblicazione da parte della Commissione di un “pacchetto” di misure volte ad individuare gli investimenti più importanti nel campo dello sviluppo e della coesione, nonché a sostenere gli Stati membri nell’orientamento ad una gestione più efficiente ed efficace dei loro budget.

In tale ambito, il documento “INVESTING IN HEALTH” costituisce un elemento chiave nell’insieme dei provvedimenti di carattere economico ed è motivato dai risultati dell’indagine annuale sulla crescita, da cui è risultata evidente l’importanza del settore sanitario per una forte ripresa nel campo dell’occupazione. A parere della Commissione, infatti, la tutela della salute costituisce non solo un valore in sé, ma anche una precondizione per la prosperità economica. Di conseguenza gli investimenti per la sanità sono riconosciuti come parte integrante della strategia generale di sviluppo “Europa 2020”.

La relazione del Direttore della DG ha presentato motivi di particolare interesse, consentendo di acquisire prospettive inedite riguardo sia ai prossimi passi, che la Commissione intende compiere per l’elaborazione di politiche comuni con gli Stati membri, sia alle problematiche collegate con l’applicazione della Direttiva sull’accesso alle prestazioni transfrontaliere, al di là del tema centrale e ben noto dei diritti dei cittadini.

Pur riconoscendo che gli Stati nazionali sono direttamente responsabili per l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari, la Commissione si propone infatti, di continuare ad accelerare la cooperazione tra di loro e con le istituzioni europee. Senza smentire il principio di sussidiarietà, stabilito dai Trattati, la Testori Coggi ha consapevolmente utilizzato un termine non ancora applicabile alla sanità e “politicamente sensibile”: ARMONIZZAZIONE!

I provvedimenti in itinere o in programma infatti, comportano l’implicito avvio di un processo di armonizzazione, che si propone di indirizzare gli Stati europei affinché migliorino l’efficienza dei propri sistemi sanitari e li rendano economicamente sostenibili, spendendo non necessariamente di più, bensì in modo più razionale e riducendo in tal modo gli sprechi.

Si tratta, con maggiore precisione, della formazione di un “common world of knowledge”, propedeutico a una futura armonizzazione, sulla cui base i sistemi sanitari nazionali saranno valutati. E, del resto, la creazione di una specifica Unità interamente dedicata alle riforme di tali sistemi è una decisione di grande rilievo “politico”.

Nell’ambito del Semestre economico europeo infatti, la Commissione intende occuparsi anche della gestione dei sistemi sanitari europei, in quanto la spesa pubblica per la sanità - che copre in media circa l’80% della spesa sanitaria totale e corrisponde a circa il 15% dei budget nazionali - non può essere trascurata, anche in riferimento ai limiti imposti dall’UE per il contenimento dei deficit nazionali entro il 3%.

Alla fine del 2013 il consueto rapporto della crescita economica, conterrà molti punti concernenti la sanità. Nel frattempo, gli Stati membri dovranno presentare alla Commissione una relazione sul programma di riforme nazionali destinate a permettere il rispetto del deficit consentito. A tale proposito, è stato costituito a Bruxelles un gruppo di esperti in economia sanitaria per analizzare i programmi nazionali di riforma. La Commissione esprimerà i propri motivati pareri attraverso una Raccomandazione sull’utilizzazione dei budget per la sanità, i cui contenuti saranno poi adottati dal Consiglio europeo.

I criteri fissati in tale Raccomandazione sono indirizzati a tutti gli Stati membri, ma diventeranno norme obbligatorie per quei Paesi, dalla Grecia all’Irlanda, che hanno perso parte della loro sovranità, essendo sottoposti a supervisione in sede europea.

Nell’attuale situazione di crisi economica, la sostenibilità finanziaria ha già richiesto tagli nei budget per la sanità a vari Paesi, tra cui si cita anche l’Italia, ma la Commissione non manca di rilevare che tali provvedimenti, quand’anche necessari, possono creare nuove inefficienze e perfino maggiori costi, se non vengono attentamente valutati e finalizzati alla riduzione degli sprechi, nonché ad investimenti volti a favorire la crescita. Dalle ricerche dell’OCSE emerge infatti, che le riforme sanitarie possono consentire un risparmio medio del 2% sul PIL entro il 2017, tramite processi riorganizzativi ed investimenti ispirati al criterio del “better value for money”, destinati quindi a conseguire risultati migliori senza incrementi di costi insostenibili.

In tale contesto generale, la Direttiva sulla mobilità implica, oltre al riconoscimento dei diritti dei cittadini, interventi in specifici settori - dall’informatica sanitaria alla costituzione di network di ospedali di alta specialità - che costituiscono appunto esempi di quegli investimenti intelligenti, in merito a cui è attesa la valutazione della Commissione. Come già segnalato, il Programma Sanità dell’UE, i Fondi strutturali e quelli per ricerca ed innovazione sono gli strumenti finanziari predisposti allo scopo di sostenere in tutta Europa investimenti produttivi in coerenza con il dichiarato principio, secondo cui la sanità è una spesa favorevole alla crescita.

Non sono ad oggi disponibili elementi per stabilire se debba prevalere la fiducia o l’inquietudine in merito al maggiore coinvolgimento nel campo della sanità della Commissione e degli altri organismi centrali europei. Aspettiamo la fine dell’anno per conoscere la metodologia adottata per l’Health System Performance Assessment e la valutazione dell’efficacia-efficienza della spesa nei sistemi sanitari nazionali… ma forse la pubblica Amministrazione dovrà preoccuparsi più dei privati!

In riferimento ai temi di economia sanitaria, trattati in occasione dell’incontro con la SANCO in Confindustria, è stata consegnata una POSIZIONE UFFICIALE dell’UEHP in merito al documento della Commissione “INVESTING IN HEALTH”.

Scarica: http://ec.europa.eu/health/strategy/docs/swd_investing_in_health.pdf