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AIOP GIOVANI - Resoconto del workshop di Catanzaro

di Luca Valerio Radicati - 16.07.2013 11:02









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Mercoledì 10 luglio si è svolto presso la sede Aiop di Catanzaro il Workshop "Qualità, Sicurezza, Legalità integrazione di sistemi di gestione per un efficiente adeguamento alla normativa regionale".

L'incontro, organizzato dall'Aiop Giovani in collaborazione con Project 231 e Gruppo Fipes, ha cercato di mettere a fuoco i vari modelli organizzativi richiesti dalle normative regionali e nazionali.

L' Avv. Raffaella CaminitiPresidente Aiop Giovani Calabria, ha introdotto i lavori ringraziando gli associati, i loro consulenti aziendali, i relatori, in particolare i dirigenti regionali che, con spirito positivo e collaborativo, hanno messo in campo una sinergia con l'Aiop giovani, che ha gestito la fase organizzativa e con la sede regionale dell'Aiop (Dott. Beniamino Scarpino).

Il moderatore, il Dott. Luca Valerio Radicati, V/Presidente Aiop Giovani, ha ricordato che le strutture calabresi sono appena passate dalla delicata fase dell'accreditamento definitivo.

Entrando subito nel vivo della questione, è stato chiesto al Dott. Salvatore Lo Presti, Dirigente Settore Area Controlli dell'Assessorato alla salute, di fare un breve excursus sulla normativa vigente in materia di accreditamento e di illustrare le prospettive future, anche alla luce del nuovo DPGR 66/2013 (Istituzione task force per la revisione della normativa regionale dell'accreditamento).

Lo Presti ha sottolineato poi come la Regione Calabria sia sotto Piano di Rientro e come in questi ultimi anni si è cercato di aggiornare la normativa con leggi ad hoc, come con la Legge n. 24/08, con il Regolamento 13/09 e con l'elenco delle strutture accreditate.

La Regione vorrebbe uniformare le prestazioni pubbliche e private in un ottica di miglioramento continuo della qualità. Pertanto, si vuole riscrivere la normativa dell'accreditamento, accentrandola sulla qualità delle prestazioni e semplificarla.

Ed è proprio sulla qualità delle prestazione erogate, che la parola è passata alla Dott.ssa Maria Rosaria Delfino, dirigente medico responsabile del rischio clinico Asp 5, ed al Dott. Alessandro Pascarella, dirigente medico responsabile del rischio clinico per le case di cure Asp 5, per descrivere come sono state recepite nell'Asp di Reggio Calabria le normative nazionali e regionali riguardanti il rischio clinico e la loro implementazione nelle case di cura private.

Analizzati i punti principali sull'accreditamento, sulla qualità e sul rischio clinico, i consulenti di Project 231 (un network di professionisti, avvocati, commercialisti, informatici che si occupa di assistere le organizzazioni clienti nel percorso di individuazione del rischio di commissione dei reati previsti nel D.lgs 231/01), nello specifico l'Avv. Luigi Occhiuto, il Dott. Domenico D'amico e l'Ing. Giacomo Majorimi hanno analizzato quali potrebbero essere i possibili reati che si possono presentare nelle case di cura, in tema di D.lgs 231/01, entrando nello specifico sull'antiriciclaggio e sulla sicurezza sul luogo di lavoro.

L'intervento conclusivo è stato della Dott.ssa Romina Corbara, Responsabile Centro di Formazione Gruppo Fipes, che ha illustrato come la formazione sia non solo obbligatoria, ma fondamentale ed essenziale a completamento dei modelli di gestione.

In conclusione, si è ricordato come l'insieme dei modelli organizzativi facciano tutti riferimento al ciclo di Deming, PLAN/DO/CHECK/ACT. Pianificare/Fare/Controllare/Agire. Avere all'interno della propria struttura un Organo Comune di Controllo può essere la soluzione vincente. Un Team Multidisciplinare che riferendosi al PLAN/DO/CHECK/ACT abbia sotto controllo l'insieme dei processi aziendali.