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APPROFONDIMENTI GIURIDICI - E-health: la medicina diventa “social”

di Enrico M. Andreoli - 25.07.2013 12:39


di Enrico M. Andreoli, Giurista sanitario



E-Health. What does it mean?

Il termine sta ad indicare l’applicabilità sempre più frequente al mondo della medicina e dell’assistenza sanitaria dell’ICT (Information and Communication Technology), alias l’automazione dei processi per la trasmissione, l’archiviazione e il reperimento del dato sanitario dal punto di vista clinico, amministrativo e formativo.

L’evidenza più efficace di tale intento di informatizzazione è rappresentata dalla cartella clinica elettronica (o “medical record”). Essa consente in maniera ottimale una “centralizzazione” dei dati del paziente, con conseguente derivazione della tracciabilità ed archiviazione elettronica della sua storia clinica.

Questo permette ai medici un accesso più agevole alla cura dell’assistito, al fine di giungere all’adozione delle cure più appropriate, evitando altri esami inutili, magari già eseguiti all’interno di altri reparti della medesima struttura.

Vantaggi conseguenti: riduzione degli errori medici e dei costi sociali e amministrativi.

E in questo solco si inserisce il fascicolo sanitario elettronico, il quale dota ciascun cittadino italiano di un proprio dossier con tutti gli health data personali e la globalità delle prestazioni erogate dai centri sanitari presso cui si è rivolto.

Un altro ambito di sicuro sviluppo è quello della telemedicina.

Attraverso tali systems vi è la possibilità di inviare, acquisendole in loco (vale a dire direttamente da casa) immagini e dati di carattere clinico (es: elettrocardiogramma o valori di pressione) ai medici di riferimento. Il paziente ha la facoltà oggi anche di autonomizzarsi attraverso strumenti come il glucometro o lo spirometro.

L’utilizzo dei portali web per la raccolta dei dati e la distribuzione delle informazioni sulla gestione della malattia consente una riduzione dei contatti telefonici o visite, del numero dei ricoveri ospedalieri, degli accessi al pronto soccorso e addirittura della mortalità.

Ma il futuro (che sta ormai vestendo i panni del “veloce presente”) ha già bussato e varcato la soglia.

Si chiama social network.

Esso sta diventando il luogo ideale per la promozione di corretti stili di vita, favorire la lotta all’obesità, all’uso di alcol e al fumo e combattere malattie croniche come il diabete e l’asma.

A tal fine, le strutture sanitarie dovranno attivare i canali social (come Facebook e Twitter), oltre a quelli tradizionali, per la loro strategia di marketing sociale.

Ma questa è un’opportunità formativa anche per il medico. Per rendere più facile la condivisione e la discussione dei contenuti infatti, numerose riviste mediche internazionali, società scientifiche ed organizzazioni sanitarie hanno inaugurato le c.d. “pagine pubbliche”.

I medical doctors possono altresì avere il supporto delle online communities (aree di discussione basate su piattaforme di social networking); in questo modo possono discutere i casi clinici con i propri colleghi, aggiornarsi continuativamente (articoli o relazioni congressuali), condividere immagini e filmati per scopi di formazione.

Infine, vi sono le applicazioni per smartphone e tablet.

Sistemi di cartelle cliniche elettroniche, consulto dei principali database medici, ascolto del battito cardiaco del paziente, calcolo dei dosaggi di terapie farmacologiche o misurazione degli indici medici.

Talvolta queste “App” vengono “prescritte” dal medico al paziente, al fine di monitorare alcune patologie, ad esempio, come citato, il diabete.

Difatti, negli USA tali applications vengono rimborsate alla stregua dei trattamenti farmacologici, in seguito a registration da parte della Food and Drug Administration, l’ente vigilante della sicurezza dei farmaci commerciabili sul field a stelle e strisce.

La medicina diviene ogni giorno più “condivisa” perché sempre maggiore è la interconnessione relazionale odierna e il campo medicale non può esimersi da questa evoluzione positiva che permette di tranquillizzare maggiormente i pazienti, anche in un contesto più confortevole e amico, come quello di casa propria, evitando, laddove non necessario, lo stress da esami, visite o ricoveri.

Un mondo medico più dialogante, in una più grande “rete di rapporti” umani e professionali.

Una e-health più “social”, più rasserenante.