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AIOP GIOVANI – Il sistema sanitario nel paese dei tulipani

Domenico Musumeci - 11.10.2012 23:18

VIDEO REALIZZATO DA AIOP GIOVANI
SULLO STUDY TOUR 2012

DURATA 3:56


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Il Sistema Sanitario Italiano è un sistema che si affida alla Pubblica Amministrazione per qualsiasi aspetto. In effetti è facile constatare che la P.A. si occupa dei tre ruoli fondamentali nella gestione della sanità, ovvero regola, produce e controlla il Servizio Sanitario Nazionale. E’ chiaro che queste tre funzioni sono tra loro incompatibili e rendono inefficiente l’assistenza ai fruitori. In questo contesto è anche inevitabile andare incontro a sprechi di risorse e, fatto ancor più grave, eventi di corruzione mirati a sostenere la sopravvivenza delle strutture pubbliche anche quando non efficienti.

Inoltre, lo Stato Italiano è nelle condizioni di preventivare un aumento della spesa pubblica dedicata all’assistenza sanitaria, in quanto numerosi studi di statistica ci prospettano un innalzamento della vita media dell’essere umano, con il relativo incremento delle spese per l’assistenza dei non autosufficienti.

Se osserviamo i Sistemi Sanitari presenti negli Stati Europei, un ottimo spunto di riflessione ci è fornito dal Sistema Sanitario Olandese.

Il Sistema Sanitario Olandese ha subito una importante riforma nel 2006, anno in cui la gestione della salute è stata portata fuori dal perimetro della Stato, che accentra in sé la sola funzione di regolazione del servizio. In altre parole è stata abolita l’assicurazione sociale pubblica a favore delle assicurazioni private.

In Olanda chiunque lavori e paghi le tasse è obbligato ad assicurarsi; le compagnie assicurative private che gestiscono il sistema sono obbligate ad assicurare, almeno per il pacchetto base, tutti i richiedenti, indipendentemente dall'età o dallo stato di salute. Gli assicurati versano una quota legata al reddito e possono cambiare compagnia ogni anno. I datori di lavoro contribuiscono facendo un versamento obbligatorio a favore della quota legata al reddito dei dipendenti. L'assicurazione sanitaria comprende un pacchetto standard di prestazioni sanitarie che devono essere coperte e che sono gratuite fino a 18 anni. Per chi è a basso reddito è previsto invece un "buono Sanità" che lo Stato devolve direttamente all'assicuratore scelto dal singolo.

Con il pacchetto base si è coperti nei seguenti casi:

  1. Cure mediche, incluso il medico di famiglia, ospedali, medici specialistici e ostetrici.

  2. Ricoveri in ospedale

  3. Cure dentistiche ( fino a 18 anni; dai 18 anni in poi solo si è coperti per le cure dentistiche specialistiche e denti falsi)

  4. Applicazioni mediche varie

  5. Medicine varie

  6. Cure prenatali

  7. Trasporto pazienti (es. ambulanza)

  8. Cure paramediche

Il costo del pacchetto assicurativo di base è annualmente determinato dalle compagnie assicurative e di solito si aggira sui €95 al mese. Anche se il Ministero della Salute olandese determina un premio assicurativo standard, le compagnie assicurative determinano i costi addizionali che si dovranno pagare alla fine con un certo tasso e il costo dell'assenza di sinistri. È con questi costi addizionali che le compagnie assicurative competono tra loro. Ci sono molte compagnie per l'assicurazione sanitaria ed è stata prevista una legge che rende più semplice passare da una assicurazione all'altra.

Oltre alla copertura base, le assicurazioni possono offrire pacchetti assicurativi a prezzi maggiori, offrendo prestazioni aggiuntive: per ottenere agevolazioni sul prezzo della polizza gli assistiti possono anche fare contratti di gruppo, accomunati per categoria professionale, per associazioni di consumatori e per associazioni di pazienti.

Un elemento caratterizzante il sistema olandese è il "fondo di equalizzazione dei rischio", cui spetta garantire la stabilità dei sistema attraverso compensazioni a favore delle compagnie che assumono i rischi più elevati (anziani, cronici, disabili ecc.). E' finanziato attraverso premi commisurati al reddito e riceve contributi dalla fiscalità generale per la copertura dei minori.

Per gli stranieri che si trovano in Olanda per un soggiorno non temporaneo si rende necessario per loro l’acquisto della Assicurazione Sanitaria olandese, anche se tuttavia in casi di emergenza sia il medico di base che il pronto soccorso hanno l’obbligo di prestare cure di primo soccorso a prescindere dalla copertura assicurativa del soggetto. In generale i cittadini dell’UE in vacanza in Olanda per brevi periodi o periodi di tempo a termine dovrebbero servirsi della tessera sanitaria TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattie), in questo caso si esula dall’obbligo di acquistare un’assicurazione sanitaria olandese, oltre al privilegio di avere rimborsate le spese sanitarie nel proprio paese in tempi ridotti.

In questo modo il sistema olandese garantisce una copertura "universale" ai cittadini; limita l'aspetto redistributivo, impegnando direttamente per una certa quota il cittadino e scommette sulla creazione di efficienza attraverso una concorrenza sia a monte tra "pagatori" sia a valle tra "erogatori". La concorrenza è basata sui prezzi "a monte", ovvero sulla qualità dei servizi e sulla tempestività della risposta. Le assicurazioni possono infatti scegliere i fornitori delle prestazioni sanitarie e concordare con loro le caratteristiche dell'assistenza. Per una quota crescente di prestazioni lo Stato si impegna a lasciare libertà contrattuale ad assicuratori e fornitori dei servizi ed esiste anche un disegno consapevole per "liberalizzare la contrattazione assicuratore-ospedale". Il modello olandese risolve, o comunque affronta in modo decisivo, il problema della sostenibilità finanziaria, essenzialmente per due motivi: la maggiore efficienza, che deriverebbe principalmente dal fatto che la concorrenza fra assicurazioni le dovrebbe indurre a controllare i costi con maggiore rigore di quanto non possa fare una pubblica amministrazione, e la circostanza che, dal punto di vista della sostanza economica, il sistema diventa esterno al perimetro della PA in quanto è quasi interamente “premium funded”, ossia finanziato attraverso le due tipologie di premi, in cifra fissa e in percentuale del reddito, di cui si è detto. Un eventuale aumento dei costi dei servizi sanitari peserebbe non sui conti dello Stato, ma su quelli delle assicurazioni, che sarebbero costrette a reagire con gli strumenti standard di cui dispongono le imprese private: taglio dei costi o aumento dei prezzi. Inoltre cambiano radicalmente le dinamiche politiche che impattano sulle caratteristiche del sistema, perché il contenimento degli sprechi non è più solo una preoccupazione del Ministro dell’Economia, ma un interesse condiviso delle assicurazioni e dell’intera popolazione chiamata a pagare il premio assicurativo.

Uno studioso italiano del funzionamento del mercato, dotato di perspicacia e lungimiranza, aveva già proposto una innovazione del Sistema Sanitario in Italia molto simile all’attuale modello olandese. Nel 1967 Bruno Leoni suggeriva uno scenario nel quale si concedesse alle persone la possibilità di “impiegare la propria quota contributi nel pagamento di un premio da pagarsi alla compagnia assicuratrice in base ad un contratto di assicurazione malattia”. Nell’Italia di allora la proposta di Leoni non poteva sembrare plausibile, eppure, la sua attualità - attestata dal “modello olandese” - deve portarci a considerare strade troppo a lungo ritenute impossibili, ma che oggi ci appaiono quasi come vie obbligate al fine di svincolare risorse pubbliche sempre più inadeguate allo scopo di offrire servizi di qualità ai cittadini.