Sedi Regionali e Provinciali

AIOP EMILIA ROMAGNA – Comunicato del Presidente regionale AIOP

Mario Cotti - 21.11.2012 10:58



Su molti organi di stampa sono comparsi in questi ultimi giorni elenchi di vario tipo, contenenti le denominazioni di strutture ospedaliere private sia in campo nazionale (più di 200) che nella nostra Regione (venti) che, in virtù di provvedimenti governativi per ora conosciuti solo in bozza ed il cui iter di approvazione è ancora soggetto a molti passaggi istituzionali, sarebbero destinate a chiudere per l’insufficiente dimensione dei P.L. (meno di 80).

Questa Presidenza Regionale, preoccupata degli echi di questa indiscriminata pubblicazione, c’è chi parla di chiusure già decise, chi, in modo un po’ improvvido, di imminenti chiusure che certamente si verificheranno, chi accomuna tali eventi a possibili dissesti dovuti ai motivi più vari (chiusure di posti letto, tariffe in calo, riduzione dei budget, attacco generalizzato alla sanità privata), intende formulare alcune considerazioni per fare un po’ di chiarezza.

E’ vero che è allo studio della Conferenza Stato Regioni un provvedimento di tale portata in tema di numero di posti letto, ma non è ancora chiaro come si applicherà, a quali tipi di struttura e se è destinato solo a Regioni con certe caratteristiche (in dissesto con piano di rientro, con o senza piani sanitari o accordi con la sanità privata, in esubero rispetto agli standard di PL).

Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, lo stato di salute delle nostre strutture risente, come tutte le altre aziende private, della congiuntura economica, ma non denota sofferenze particolari sul piano economico - finanziario, se non quelle collegate all’incertezza di un quadro normativo sconsiderato, per previsioni avulse dalla realtà come quelle appena descritte in tema di posti letto ed acuite sul piano locale dal tenore di certe proposte, formulate per ora solo sul piano tecnico dalla nostra Regione (soprattutto riguardo alle tariffe ospedaliere e all’accreditamento ambulatoriale), rispetto alle quali stiamo manifestando tutta la nostra disapprovazione, ma che nulla hanno a che fare con la spending review o con gli standard ospedalieri del 3,7 x 1000.

A nome di tutte le associate strutture ospedaliere della Regione mi sento quindi di poter precisare che sono destituite di fondamento tutte le notizie circolate riguardo ad una decisa imminente chiusura di alcune strutture o, ancora peggio, a una grave crisi in cui verserebbero alcune di loro. Vero è invece che il nostro settore si sta opponendo su più fronti a manovre di vario tipo, tutte accomunate dalla messa in discussione del sistema sanitario universale italiano per come è conosciuto nel mondo, della libera scelta del luogo di cura e, per quanto riguarda l’Emilia Romagna, del nostro modello di integrazione tra pubblico e privato, vero fiore all’occhiello per tanti anni della nostra politica regionale. (Bologna 19 novembre 2012)

Allegata: lettera aperta AIOP Emilia Romagna