Sedi Regionali e Provinciali

AIOP CALABRIA - Ipotesi di remunerazione per PPI (punti di primo intervento)

 - 07.02.2013 09:38




Con la possibilità di accedere alla rete di emergenza tramite i PPI, le strutture private accreditate calabresi si pongono il problema della remunerazione delle prestazioni. Nei giorni scorsi, il dr. Massimo Miraglia, Presidente AIOP Calabria, ha inviato una nota al riguardo.


Il processo di cambiamento e di rivisitazione dell’assetto organizzativo in materia di sanità pubblica che la Regione Calabria sta affrontando ha tenuto conto della necessità di rimodulare la rete di emergenza/urgenza in maniera efficiente e globale , anche per una migliore e rapida risposta alla domanda sempre più in aumento.

Infatti, ancorché, con una progettualità sperimentale con il DPGR 94/2012 gli organi regionali hanno affrontato la problematica relativa alla gestione dell’Emergenza sul territorio regionale cercando di integrare le varie realtà territori.

La necessità di dare risposte adeguate agli utenti ha spinto il Governo Regionale ad aprire ai privati in maniera tale da ampliare le strutture di Emergenza-Urgenza su tutto il territorio regionale ed offrire un servizio migliore, rapido e soddisfacente.

Varie possono essere le motivazioni che hanno portato la Struttura Commissariale a far entrare nel circuito di richiesta primaria al bisogno di salute anche le Case di cura accreditate, ma certamente la scelta ha tenuto conto della peculiarità del territorio calabrese, della difficoltà di muoversi su strada visti i tempi di percorribilità delle stessa, dell’aumento progressivo degli utenti che afferiscono al pronto soccorso dei DEA di I e II livello, soprattutto di casi non urgenti, classificati dal triage come codici bianchi o verdi.

Nel caso che ci occupa, considerata la fase di sperimentazione e i necessari tempi per informare l’utenza (che potrebbe autonomamente rivolgersi al P.P.I) e formare correttamente gli attuali operatori del sistema emergenza (il triage dovrebbe essere fatto in ambulanza), è difficile ipotizzare i volumi di prestazioni ex ante.

Il dato atteso, soprattutto per le strutture che sorgono in località condizionate da flussi periodicamente elevati ed irregolari (p.es. turismo stagionale, manifestazioni ecc..) sarà da 1500 a 3mila a seconda del settore disciplinare di attività.

L’economicità, l’efficienza deriverà dal tempo necessario a che sia le strutture monospecialistiche che le polispecialistiche si adeguino ai ritmi derivanti dalla variabilità quali/quantitativa della domanda, dal corretto funzionamento della rete che dovrà essere governata da procedure e protocolli ben definiti e cogenti, al fine di assicurare che il paziente arrivi al posto giusto ,nei tempi giusti e garantire cosi la qualità del risultato.

I Punti di Primo Intervento (P.P.I .) sono postazioni sanitarie che devono garantire una prima risposta al paziente in fase critica, secondo protocolli definiti. Rappresentano una articolazione sul territorio dei D.E.A. , cui afferiscono e si collegano attraverso un sistema di rete.

Ad oggi l’attività dei P.P.I. e del Pronto Soccorso (solo pubblici) è classificata come “Attività a funzioni” o “ Attività non tariffate” in quanto si fa riferimento a prestazioni diverse dai DRG e per le quali non è prevista una specifica tariffa. Per queste attività le Regioni accantonano annualmente una specifica posta (fondo a Funzioni) nell’ambito del Bilancio Sanitario Regionale, ad integrazione della spesa ospedaliera, quale eventuale finanziamento extratariffario delle funzioni assistenziali.

Pertanto i punti cardine da chiarire saranno:

  1. Il fondo su cui dovrà gravare l’attività extratariffario delle funzioni assistenziali derivanti da PPI dovrà essere un fondo ad hoc e non dovrà gravare sul finanziamento già adibito per le prestazioni di ricovero d’elezione rese dai privati accreditati;

  2. L’attività di PPI dovrà essere a funzione e la valorizzazione delle prestazioni di ricovero da essa derivante dovranno contrattualizzate separatamente;

  3. La remunerazione potrebbe prevedere una quota fissa e una quota variabile, articolata come segue:

  1. Quota fissa

Remunerazione dei costi per l’attivazione del servizio a seconda della tipologia (H12 o H24 oppure P.S.) attingendo al Fondo Funzioni come avviene per le strutture pubbliche.

E’ del tutto evidente che per assicurare un servizio di emergenza bisogna individuare delle risorse (umane e materiali) da destinare a tale servizio e sostenere i relativi costi.

  1. Quota variabile

  1. Se l’accesso al PPI o P.S. è seguito da un ricovero nella stessa struttura non sarà riconosciuto nessun pagamento per la prestazione erogata in quanto le eventuali prestazioni rese rientreranno nel DRG relativo al ricovero stesso.

  2. Nel caso in cui il paziente non viene ricoverato (perché rimandato a casa o perché trasferito in altra struttura) sarà riconosciuta alla struttura l’importo relativo alle prestazioni rese (ad esempio: indagini diagnostiche, ecografie, radiografie, risonanze, TAC, ecc…) ;

  3. Quote di trasferimento ad altro nosocomio, procedura da definire

  1. TICKET :

Le prestazioni fornite dal pronto soccorso degli ospedali sono soggette al pagamento della quota fissa di 25 euro in caso di codice bianco e 15 euro per il codice verde.

Sulla scorta delle considerazioni su svolte sarà importante e necessario continuare a confrontarsi al tavolo aperto presso la struttura commissariale , che sta lavorando attivamente, costantemente e con grande spirito di concretezza e collaborazione.